QUALE PSICO-APP TI SERVE PER PROGREDIRE? SCARICALA!

Inutile negarlo, per quanto io non sia una fan sfegatata del mondo Apple pur possedendo l’Iphone d’ordinanza, non posso fare a meno di apprezzare la capacità di questi influencer per dirla nel loro linguaggio, di creare abitudini, modelli e  condizionamenti di una potenza davvero inaudita.

Dal sole della California, terra ricca di possibilità e di aperture quanto mai cariche di energia, più precisamente dalla ridente località di Cupertino, un gruppo di menti creative ogni giorno lavora per continuare ad alimentare i nostri bisogni sempre più raffinati in tema di tecnologie di comunicazione.

E quindi? Beh quindi invece di parlarne, subirli, adattarmici quasi passivamente e basta, ho deciso di usarli a mio e nostro vantaggio, perché tale e tanto POTERE va sfruttato e bisogna farlo con piena consapevolezza .

Dopo questa premessa voglio allora condurvi a fare un gioco di IMMAGINAZIONE CREATIVA e, udite udite, darvi un ulteriore utilizzo del nostro amato/odiato mondo tecnologico, un uso diciamo così…EVOLUTIVO!

Siete pronti? Rilassatevi, mettetevi comodi e partiamo!

Immaginiamo la nostra MENTE sempre così indaffarata, come una grande riserva illimitata, un contenitore, anzi meglio un magazzino, ecco, uno STORE appunto! Cosa ci troviamo dentro? Si ok un sacco di cose e pensieri e progetti, ma anche un sacco di potenzialità, di possibilità di sviluppo e da sviluppare che si chiamano appunto APP, che poi è l’abbreviazione lo sapete di APPLICAZIONI, bene ci siete?

Ora che siamo entrati nello Store dobbiamo cercare di orientarci tra tutto questo contenuto, e iniziare intanto a capire cosa ci manca e cosa ci serve per progredire nella nostra strada di sviluppo. Proviamo a farci questa domanda:

SE POTESSI SCARICARE UN’APP CHE MI AIUTI A FARE IL PROSSIMO PASSO, COME SAREBBE? Quali contenuti avrebbe, cosa mi aiuterebbe a fare?

Attenzione però, io non sto parlando di acquisire abilità cosiddette comuni ma quelle abilità o meglio QUALITÀ che mi aiutano a fare tutto il resto, potremmo dire delle META-ABILITÀ.

UN ESEMPIO

Allora se io sto lavorando ad un progetto nuovo, un progetto importante per la mia vita professionale e sento che va tutto bene ma…avrei bisogno di crederci di più per convincere i colleghi quando ci sarà la presentazione che, uh mamma mia, è solo tra 3 settimane e il tempo vola…beh allora l’APP che mi servirà scaricare dal mio store sarà proprio FIDUCIA!

Questo esempio vale per tutte le App che pensate vi servano in relazione al momento in cui siete.

La bella notizia è che questo Store è fornitissimo!!! Posso trovare proprio tutto, anche quello che credo di non avere, perché semplicemente è tra i prototipi e devo usarla per renderla attiva e replicabile.

IL METODO

Si avete ragione, come si fa ancora non ve l’ho detto e allora ecco qui, pochi semplici passi per procedere al download della vostra App:

  1.     Selezionare l’App da scaricare, avendo cura che sia proprio quella più adatta e utile in questo momento. Importante è identificarla bene senza timore: se ho paura di non farcela quello che mi serve è fiducia; se so che è tutto a posto, che ho tutto per lanciare quel progetto, per iscrivermi a quel corso di…ballo, tai chi ecc., allora si tratta dell’APP del Coraggio e così via…
  2.     Avviare il Download senza fretta ma rispettando la gradualità del processo: non sarò la persona più coraggiosa del mondo domani (se sto scaricando il coraggio) ma potrò iniziare a vedermi come dotato/a di questa qualità e prenderci confidenza, magari osservando con più attenzione le persone che vicino a me pare abbiano già abilitato l’App.
  3.     Completare il download con successo. Ovvero portare il processo fino in fondo e scaricare anche le più remote briciole di coraggio/fiducia/creatività/entusiasmo presenti per essere sicuri di avere tutto quel che ci serve!
  4.    Procedere all’installazione dell’App avviando la modalità COME SE: quando si installa una nuova qualità per acquisirne tutte le funzionalità dobbiamo rappresentarci un po’, giocare a far finta di essere già come Braveheart prima di sentire che il Coraggio lo abbiamo proprio fatto nostro ad esempio. Il Come se è un gioco serio: devo comportarmi e pensare e sentire proprio come se fossi in pieno possesso della App che ho scelto: mi raccomando!
  5.   Aprire l’App e procedere all’utilizzo completo: siamo pronti e ce ne accorgiamo perché di fatto ci sentiamo diversi, un po’ nuovi, con qualcosa in più e quel progetto, quella prova, ora sembrano più semplici.

L’ultima raccomandazione riguarda gli AGGIORNAMENTI: una App lo sappiamo va aggiornata e anche le nostre hanno ahimè questa necessità, quindi teniamo in forma quanto scaricato e installato, verifichiamo lo stato di funzionamento con regolarità e revisioniamola, perché nuove forme più evolute e raffinate sono sempre possibili e mantengono tutto il Sistema bello efficiente.

Se poi avete bisogno dell’ASSISTENZA per qualsiasi delle fasi o per fare un download accompagnato, contattatemi qui info@chiaradamilano.com e sarò felice di aiutarvi!

 

COMPASSIONE CON…PASSIONE

Eccoci qui al rientro da un’estate che pare non voglia proprio cedere di un grado, con un tema che forse proprio da rientro non è – dipende da come si intende il rientro certo – ma che ha impegnato i miei pensieri a lungo nei mesi scorsi per come mi si è presentato, quasi per caso e anche, e soprattutto,  per la curiosità profonda che ha suscitato in me.

Perché parlarne qui? Potrebbe restare un discorso filosofico fra me e me o fra me e la mia terapeuta direte voi, ma…sarebbe egoistico da parte mia visto che proprio riflettendoci e sperimentando come sempre, ho compreso quanta confusione regni in materia.

Non che abbia la pretesa di arrivare con il pensiero più chiarificatore di tutti, ma almeno offrire un punto di vista diverso e magari meno consueto e sicuramente stimolare altre riflessioni….esiste anche un Talento del filosofeggiare sapete? 

Tutto è nato dal gioco sottile di assonanza ma anche RISONANZA tra le parole che ha portato in evidenza il legame che le unisce:  COMPASSIONE E PASSIONE! Che oltre a finire in “one” hanno in comune molte cose a partire dall’idea di grandezza che racchiudono ognuna già per conto suo non vi pare? Figuriamoci insieme! Ma procediamo con ordine.

Per approfondire è bene partire dalle basi più semplici e quindi da qui:

Il significato etimologico di COMPASSIONE ci dice: “patire insieme con” ovvero per essere più tecnici si tratta di: Atteggiamento di sofferenza per i mali altrui, connesso al desiderio di lenirli.

PASSIONE invece sta per Grande sofferenza, pena; sentimento intenso e perturbante; ardente amore erotico; inclinazione viva, grande interesse

La cogliete la similitudine? INTENSITÁ per entrambe ma su piani diversi e con diversi orientamenti. La prima ci porta ad andare fuori di noi verso l’altro o gli altri, la seconda ci porta verso noi stessi sostenendo la nostra realizzazione. Così come l’orientamento del vissuto della sofferenza che cambia seppur presente il tema in tutte e due.

Per entrambe un solo principio di unione: LA PARTECIPAZIONE!

Si, perché compassione è PARTECIPARE delle sofferenze altrui, è un insieme di sentimenti di pietà, vicinanza, empatia in senso elevato. Mentre esprimere passione nelle nostre svariate attività di ogni giorno significa soprattutto PARTECIPARE ALLA VITA!

La COMPASSIONE ci porta ad avere una possibilità più ampia di inclusione degli altri e di quanto loro accade, grazie alla sua caratteristica di amorevole distacco, che permette di entrare in risonanza con  l’altro senza lasciarsene coinvolgere, potendo così sperimentare il POTERE della possibilità che racchiude per la relazione stessa.

COMPASSIONE significa arrivare a provare sincero interesse per il prossimo chiunque sia e ovunque si trovi, perché parte della grande e unica famiglia umana. Significa orientarsi al BENE COMUNE con tutto se stessi e non solo a parole.

La PASSIONE per contro, ci spinge a dare il meglio di noi traendo forza dal FUOCO che la nutre, il fuoco della vita pienamente espressa in adesione  autentica alla propria essenza.

Quale enorme forza può allora avere la COMPASSIONE alimentata dalla PASSIONE? La sentite?

Permettersi di conoscere e sperimentare questo interessante quanto vero e attuale binomio, ci può aprire interessanti possibilità di allargare la nostra visione e di essere e agire nel mondo con Cuore e intelligenza.

COMPASSIONE È ANDARE VERSO, COME? CON…PASSIONE!

Già perché unire quel Fuoco della Passione che abbiamo dentro – ognuno di noi – a un movimento teso e orientato a quanto è fuori di noi, produce il vero CAMBIAMENTO in noi e intorno a noi.

Non succede in un attimo certo, ma può essere un attimo quello in cui si percepisce questo stato dell’essere e da li poi il passaggio a considerare la Compassione parte del proprio bagaglio, può diventare più semplice e familiare.

Quando accade di sentire e sentirla per un istante, credete,  la riconosciamo perché quell’attimo porta con sé un’apertura di cuore che, vi assicuro, è diversa da altre già sperimentate. La mia esperienza è stata questa: un attimo di contatto profondo con il cuore, stimolato da un evento particolare: un concerto di bambini in India qualche  mese fa…

Bene e ora? Ora come sempre perché funzioni dobbiamo unire l’AZIONE (anche qui un’assonanza interessante)!

Quindi noi che siamo persone attive e che non sappiamo fermarci solo alle parole, belle si, ma pur sempre parole, come possiamo PRATICARE LA COMPASSIONE?

Naturalmente CON…PASSIONE!

Si , avete capito bene, qui entra in gioco l’altro elemento di questa riflessione: LA PASSIONE!

Cosa accade se, sviluppando la capacità di provare Compassione, provo ad unire a questa l’elemento PASSIONE? Il FUOCO che attiva e tutto può muovere?

Accade, o meglio attivo la possibilità che accada, che posso agire anche nella mia attività di ogni giorno, con una modalità diversa tesa a includere e non escludere l’altro o gli altri e, allo stesso tempo, posso sviluppare il DISTACCO, che non significa assenza di coinvolgimento,  ma piena presenza da un piano più alto e quindi in grado di darmi una visione più ampia…inclusiva appunto.

La Passione alimenta il fuoco che ci accende e mantiene bene oliata la nostra energia e la Compassione, così spinta, ci porta ad alimentare con lo stesso fuoco le fiammelle che incontriamo ogni giorno…

Non male no?

Se siete arrivati a leggere fino a qui ora siete pronti per il prossimo passo:

DIVENTARE PORTATORI SANI DI COMPASSIONE

Perché, credo lo abbiate capito, possiamo farlo tutti perché è per tutti!

COMPASSIONE secondo l’insegnamento dell’Agni Yoga nel libretto Comunità, al versetto 210, viene descritta così:

 Si dice che lo Yogi non ama, ma è pieno di compassione. Gli uomini concepiscono l’amore solo come un intreccio di legami. Al contrario, la compassione non ha vincoli, poiché collabora al Vero. 

Buona Compassione a tutti! Con Passione in Libertà e Verità!

VERO O FALSO? TALENTO E SPONTANEITÁ!

Qualche tempo fa mentre conversavo con un amico, collega freelance e mio mentore per la comunicazione social, mi sono trovata a toccare il tema dell’autenticità, o meglio ancora della SPONTANEITÁ.

Parlando in particolare dei nostri amati e tanto utili social – perché ci serve esserci è inutile negarlo – ma anche delle tante newsletter cui siamo tutti iscritti (più o meno convinti),  immediata è la percezione comune che in giro di questa SPONTANEITÁ ce ne sia veramente poca.

Eppure nel mare magnum di professionisti in cui navighiamo, dove si offre di tutto e di più e spesso mille versioni dello stesso servizio, quello che può fare la differenza è proprio il COME lo offro quel servizio/prodotto e se quel COME fa risuonare un bisogno autentico perché mi ci posso rispecchiare.

Così mi accorgo che leggo con piacere i post che trasudano esperienza e autenticità nel bene e nel male – anzi che il male o l’insuccesso non lo nascondono per nulla – mentre faccio fatica a leggere chi ha solo ricette per il successo e racconta cose che, in un certo qual modo, già sappiamo facendolo pure in modo…si, anche noiosetto.

Nemmeno io so di essere così divertente e di fatto tratto temi impegnativi, ma spero, ogni tanto, di far arrivare almeno un po’ di leggerezza e sicuramente so di portare sempre ESPERIENZA vissuta in prima persona: un altro elemento che rende il nostro Talento AUTENTICO.

Detto questo cosa c’entra direte voi il Talento con tutto ciò? C’entra eccome! Qualsiasi sia la mia abilità unica, il mio talento, se lo copro di artificiosità brillerà sicuramente meno di quanto potrebbe se espresso con SPONTANEITÁ.

Il mio Talento, la migliore espressione di me (come preferisco chiamarlo) sono io con tutti i miei limiti che cerco con fatica ogni giorno di superare, con i miei difetti e con le mie qualità.

PERCHE’ COPRIRE LA MIA AUTENCITÁ?

Lo so, là fuori c’è la giungla come si dice e la lotta è serrata ogni giorno, ma tra tante copie di…non è forse meglio la versione reale? Di me, del mio lavoro, della mia fatica e dei miei successi conquistati con determinazione e VOLONTÁ autentica?

Peccare di autenticità, nascondere le reazioni spontanee troppo e troppo spesso, ci porta con il tempo a indossare una MASCHERA che, forse all’inizio, crediamo sia solo per reggere un ambiente professionale, ma poi con il tempo se alimentata e portata ogni singolo giorno, può diventare una vera e propria prigione.

Così saper ammettere con leggera consapevolezza un errore o dichiarare un FALLIMENTO, diventa un PUNTO DI FORZA e anche una sorta di processo catartico che ci può aiutare a prendere maggiore coscienza di questi aspetti portandoci sulla strada del MIGLIORAMENTO CONTINUO.

Ecco cosa c’entra il TALENTO, perchè diventa forte e vigoroso solo alimentandosi di VERITÁ e poi…volete mettere la fatica di indossare ogni giorno qualcosa che ci sta stretto e non  ci appartiene?

Se dobbiamo sforzarci e faticare per esprimere al meglio noi stessi, conviene farlo per la versione AUTENTICA non vi pare?

E voi cosa preferite fare o cosa fate? Indossate ogni giorno la vostra bella e “rassicurante” maschera oppure no?

Forse se stai leggendo questo e sei arrivato fino a qui, sei sulla strada per buttarla via quella maschera…

BUONA VERITÁ A TUTTI TALENTUOSI IN OGNI DOVE!!!

Talento e Sacrificio: il binomio del Potere Personale

Il titolo, mi rendo conto, è un pò particolare e forse spaventa anche un “filino”, ma se avrete il CORAGGIO (già perché nel Talento ce ne vuole eccome e già lo sapete) di leggere fino in fondo, potreste portarvi a casa una visione differente di questi termini che nell’immaginario collettivo sono rivestiti da una patina  spesso “negativa”.

Iniziamo dalla parola più temuta, disprezzata, esaltata (male), idealizzata e anche…fraintesa: IL SACRIFICIO!

Cosa intendete voi per sacrificio? vi invito a pensarci perché è probabile che in molti ne abbiate una visione almeno un pò distorta come ce l’avevo io fino a qualche anno fa. Intanto andiamo alle radici del termine: sacrificio etimologicamente significa RENDERE SACRO ed ha derivazione latina: Sacrum Facere. Suona già diversamente  non vi pare? Contiene già così una POSSIBILITÀ, la possibilità di assumersi la piena responsabilità dell’azione del sacrificio e dunque di sceglierla.

La SCELTA che torna e come sempre la fa da padrone, la scelta libera e cosciente di RENDERE SACRO IL MIO TALENTO seguendone la strada anche e soprattutto quando mi costa SFORZO E FATICA!

Per sacro, va precisato, non intendiamo qualcosa che subito debba riportarci a contesti religiosi, sacro è un termine neutro e laico e significa PREZIOSO al di là di ogni cosa. Dunque è preziosa l’azione che mi porta a scegliere una strada, un’obiettivo, un’espressione perchè comporta la rinuncia consapevole ad altro e rafforza il CONSEGUIMENTO.

A proposito, sapete cosa significa RINUNCIA? ANNUNCIARE IN RISPOSTA! Curioso vero? Potremmo provare a metterla così: rinuncio in risposta all’adesione alla mia strada, quella scelta, a qualcosa che potrebbe essere una deviazione, rendendo sacra la mia espressione! Forse non è chiarissimo (nemmeno facile direi anche per me) ma possiamo lasciarcela come riflessione, cosa ne dite?

Riprendiamo ora il tema del Sacrificio inteso come rendere sacro con un warning:

Perchè si tratti di qualcosa che posso rendere sacro, deve essere qualcosa che ritengo di primaria importanza, deve essere in cima alla mia scala delle priorità più profonde e autentiche e pure vitali!

UN ESEMPIO? Quando da studenti (di qualsiasi età) scegliamo di restare a casa per preparare un esame anzichè uscire con gli amici magari in un giorno di festa, di cosa si tratta secondo voi? Si giusto, è un sacrificio (e quando si è nell’età scolare vederlo in positivo lo so è duretta) ed è dare valore quindi all’obiettivo di superare l’esame ma, ancora più importante, di conseguire il titolo di studio per cui stiamo lavorando e, salendo ancora un poco di livello, di mettere un seme fondamentale per il nostro futuro: questo ATTEGGIAMENTO è quello che coltiva il risultato espresso nel titolo: IL POTERE PERSONALE!

Ma che idea avete voi del POTERE? Cosa vi evoca questa parola? Ma soprattutto vi piace? Scommetto che anche qui la relazione non è delle più fluide vero? Già, perchè la parola Potere rimanda subito ad un inconscio collettivo pieno di immagini poco piacevoli e a sentimenti faticosi e difficili da sostenere…

A guardare bene però e ad andare a fondo  possiamo averne una visione diversa come per il sacrificio. L’etimologia della parola è davvero molto semplice, significa avere EFFICACIA! Dunque fondamentale per sviluppare e dare espressione al nostro Talento.

Detto in altri termini significa affermare IO POSSO e passare così a IO VOGLIO e dunque PORTO IN AZIONE!

Questa la strada che sto perseguendo amici e, giunta ad una, seppur minima, comprensione di come sia lo SFORZO CHE ACCENDE IL NOSTRO FUOCO INTERNO dandoci Potere, desideravo condividerla con voi e darvi le indicazioni di quel pezzo già percorso perchè possiate arrivare la dove desiderate essere, seguendo magari una traccia.

Non abbiate paura quindi dei Sacrifici con la S maiuscola che richiede e richiederà la via che vi porta a esprimervi con pienezza nella vostra unicità, perché Sacrificio dopo Sacrificio, raggiungerete quella dimensione di  LIBERTÀ in cui tutto può accadere e tutto si può affrontare con serena FIDUCIA.

Buon cammino Talentuoso a tutti!

LA CAMPANA DEL TALENTO SUONA ANCHE PER TE!

Avevo in mente questo post già da un pò, ma poi l’ho lasciato li, diciamo a decantare…Ci sono stati giorni nel mese di marzo – Pasqua a parte – in cui il tema “campane & Co” è salito prepotentemente alla ribalta, ne ho sentito parlare diffusamente nei luoghi che ho frequentato e allora beh, non potevo ignorare il messaggio che mi stava arrivando: tra CAMPANE E TALENTO esiste un nesso forte e potente e  vorrei provare con voi, con te che sei in viaggio e in ricerca, a rifletterci un pò.

Normalmente ci ricordiamo di questo strumento soprattutto nei dintorni di Pasqua, in cui il tema campane viene presentato in vari modi e elementi (comprese le campane di cioccolato si!) tornando ogni anno di moda e poi? Poi basta, pare che per il resto dell’anno questi strumenti diventino fantasmi se non declinati in altre vesti come ad esempio le campane tibetane che ormai, in certi luoghi ma non solo, vivono stagioni evergreen.

Eppure le campane sono importanti sempre, lo sono da sempre e, da sempre, per quanto l’uomo possa ricordare,  svolgono funzioni varie e tutte molto importanti oltre a quella leggiadra dell’intrattenimento ma sempre a tema.

Campane, campanelli, campanacci…non solo emittenti di suoni ma veri e propri simboli: ricordate la fata campanellino di Peter Pan? un simbolo di leggerezza e di lievità per l’eterno ragazzo, capace di alleviare la tristezza con la sua “argentina” presenza sonante.

Le campane suonate a “martello” nei villaggi un tempo erano un richiamo d’allarme e avvisavano tutti di un pericolo imminente, Campane a festa nel sottolineare momenti lieti e sempre COMUNITARI: particolare da non sottovalutare questo perchè denota una funzione precisa e trasversale dell’uso delle Campane. Poi campane a sottolineare momenti di vita, di passaggio come le “campane a morto” che annunciano alla Comunità che uno dei suoi membri ha lasciato questo piano di esistenza.

Insomma campane per ricordare, per avvisare, per richiamare, per annunciare…suoni argentini e più gravi, portatori di un’arte che ormai nelle nostre città si è perduta: il campanaro ormai spesso è registrato. 

E per te cosa significa il suono delle campane? come lo senti? Non ci avevo ancora pensato ma ad un certo punto è arrivata nitida per me l’intuizione che offro come spunto di riflessione: il legame con il suono che richiama ad un’azione, come spesso è quello delle campane, con il RICHIAMO che possiamo sentire noi ad esprimere le nostre POTENZIALITÀ e TALENTI è evidente.

Anche per noi c’è, c’è stato o ci sarà (se restiamo in ascolto profondo)  un momento in cui la CAMPANA suona o ha suonato: siamo in grado di ricordarlo? O di riconoscerlo?

A volte però, rimaniamo sordi a quel suono, a volte non è forse ancora il momento oppure semplicemente non siamo in ascolto.

Quello che allora qui voglio proporre è un semplice esercizio nel viaggio alla ricerca del nostro Talento: la prossima volta che udiamo (dobbiamo stare attenti però) il suono delle campane proviamo a fermarci e a chiederci cosa ci sta dicendo e se, magari, evoca un richiamo più profondo. Quel richiamo potrà essere una partenza, una conferma, un passaggio sulla strada dell’espressione del nostro Talento, della nostra Unicità.

Non posso quindi non concludere con una citazione nota che ora per noi assume un significato particolare:

 “E allora, non chiedere mai per chi suoni la campana. Essa suona per te”

TALENTO IN AZIONE, L’AZIONE DEL TALENTO

Abbiamo discusso e sviscerato che qui parlare di TALENTO significa parlare della libera espressione dei nostri potenziali, significa imboccare la strada del DIVENTA CHI SEI che è ormai lo slogan che accompagna tutto il mio lavoro.

Ebbene, per intraprendere questa via, dopo aver compreso qual è la meta ovvero il nostro TALENTO,  altro modo non c’è che AGIRE e, detto così, potrebbe sembrare pure banale, ma qui non è tanto dell’azione in sé che voglio parlare, ma delle QUALITÀ che questa AZIONE deve avere per rispondere a una chiamata così importante.

L’AZIONE che porta all’espressione del TALENTO, per prima cosa deve VIBRARE DI POSSIBILITÀ! Ovvero contenere tutta la FORZA, il POTERE, l’ENTUSIASMO, la DIREZIONE della nostra UNICA ABILITÀ  che stiamo portando allo scoperto.

Se ha queste note lo sentiamo sicuramente a un livello profondo. Tuttavia se facciamo un piccolo check delle sue caratteristiche potremo avere quella certezza in più che ci fa scattare sulla linea di partenza.

Ecco allora a voi la CHECK-LIST delle QUALITÀ DELL’AZIONE…DI TALENTO:

1) MOVENTE PURO: i secondi fini non confessati nemmeno a se stessi ne vanificano il potere!

2) GRANDE, non per dimensioni fisiche ma per ricaduta benevola su quanto e quanti raggiungeremo con quell’azione

3)  MOBILE, perchè la staticità non le permette di volare!

4) IMPREVISTA, ovvero inattesa dunque che nasce da un pensiero nuovo, inatteso appunto.

5) ELUSIVA, per non andare incontro a prematura distruzione.

6) CONVINCENTE: il primo a crederci sono io sempre e solo così ci crederanno gli altri e l’azione avrà la forza di cui sopra.

7) LEGITTIMA, ovvero evolutiva e orientata all’evoluzione e al bene comune: questo la renderà inalterabile!

Queste indicazioni non sono mie ma appartengono all’insegnamento dell’AGNI YOGA, antico ma attuale come potete notare!

Di mio c’è l’intento di essere canale per te che cerchi la tua via unica, autentica, libera!

BUONA AZIONE DI TALENTO A TUTTI VOI!

ESPLORA IL TUO TALENTO

ESPLORA IL TUO TALENTO

Percorso di Talent Counseling individuale.

ESPLORA IL TUO TALENTO, È UN PERCORSO PERSONALIZZATO IN CUI TI ACCOMPAGNO ALLA RICERCA DELLA TUA ABILITÀ UNICA GUIDANDOTI IN UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEI TUOI POTENZIALI. TI INSEGNO COME PORTARLI ALLA LUCE E TRADURLI IN UN PIANO D’AZIONE CONCRETO, PER ESPRIMERTI AL MEGLIO DI CIÓ CHE SEI E INIZIARE A PERCORRERE LA STRADA DEL TUO SUCCESSO PERSONALE E PROFESSIONALE

 

PERCHÉ TI SERVE

Siamo pieni di possibilità che si chiamano potenzialità! Queste le parole con cui voglio guidarti se ti affidi a me in questo viaggio meraviglioso alla scoperta dell’essenza autentica che custodisci dentro di te. Un viaggio fatto di tappe precise con l’obiettivo di restituirti il tuo valore e darti la spinta giusta per intraprendere la strada che più ti appartiene. Esprimerti nella tua  attività e farlo seguendo le tue autentiche inclinazioni, ti permette di dare il meglio e di farlo senza fatica, raggiungendo i tuoi obiettivi personali e professionali al massimo delle tue  possibilità. Tutto questo si traduce in una vita più ricca: di soddisfazioni, di benessere, di successo.

TI È UTILE SE:

  • Sei arrivato/a a un bivio e senti che quello che fai ora e come ti esprimi non ti basta più o non ti corrisponde più e forse non è mai stata la strada davvero giusta.
  • Sei arrivato/a alla fine (o quasi) del tuo percorso di studi e ti stai chiedendo come e cosa fare per mettere a frutto tutto questo lavoro. Quali gli strumenti per dare il meglio di te mantenendo viva la Passione che ti ha accompagnato o…per darle finalmente voce.
  • Stai pensando, questa volta sul serio, di metterti in proprio ma vuoi essere certo/a che la tua nuova attività sia quello che sai fare al meglio e che meglio ti esprime.
  • La tua attività in fondo ti piace ancora ma ti senti “spento/a” e non hai più le motivazioni degli inizi

 IL TUO TALENTO nasce dalla mia esperienza: è così che sono arrivata a fare quello che faccio con soddisfazione e ora voglio aiutare anche te a percorrere questa strada, perché ne conosco le difficoltà e le gioie e so come può cambiare la tua vita.

IL TUO TALENTO FA PER TE SE

  • Ti senti insoddisfatto/a del tuo lavoro attuale ma non sai perché
  • Ti ritrovi a fine giornata più stanco/a di quanto sarebbe necessario pur non avendo scalato l’Everest
  • Hai una passione ma non sai come esprimerla e/o renderla concreta
  • Vuoi cambiare lavoro o vuoi avviare una tua attività
  • Senti che quello che ti serve per svoltare è un po’ di coraggio e una guida
  • Non pensi di avere delle abilità particolari e spesso pensi che gli altri siano più bravi di te in generale
  • Tutti ti dicono che sei molto bravo/a a fare alcune cose ma non sono le cose che fai ora
  • Un sottile senso di frustrazione accompagna le tue giornate
  • Vuoi poter affermare che quello che fai ti piace e lo hai scelto
  • Hai deciso che è ora di cambiare e questo è l’anno della svolta vera

DURANTE IL PERCORSO IMPARERAI  A

  • Partire da quello che hai (le tue competenze, le tue abilità) per arrivare a quello che vuoi (i tuoi obiettivi)
  • Comprendere chi sei oggi e cosa vuoi
  • Conoscere e Ri-conoscere il tuo valore per apprezzarlo (e farlo apprezzare)
  • Conoscere e diventare padrone/a delle tue  risorse
  • Trovare il tuo tesoro: la tua abilità unica e diventarne consapevole
  • Come aumentare la tua energia lavorando senza dispersioni
  • Scegliere e cavalcare il cambiamento invece di subirlo
  • Formulare un piano d’azione che ti aiuti a concretizzare quanto hai scoperto nella vita di ogni giorno personale e professionale

TESTIMONIANZE

CHI LO HA FATTO DICE CHE:

“…Mi sono sentito libero da aspettative e ciò credo giovi molto.…Infine, ho ammirato la semplicità e la fluidità con cui sono emerse molte tematiche, e la puntualità e precisione estrema di sintesi nel trattarle: con una parola in un secondo si delinea il piano di azione.”

Francesco Z. – Ravenna

“Al termine di questo bel viaggio dentro me, ho acquisito una maggiore padronanza delle mie capacità, volontà ma soprattutto del mio interagire e superare concretamente con risoluzioni positive le situazioni di vita quotidiana. Certamente lo consiglio a chi arrivati ad un bivio, si trova in difficoltà su quale strada prendere.

Per chi avesse già superato il bivio? Lo consiglio spassionatamente poichè puo’ certamente proseguire il suo percorso con maggiore sicurezza e padronanza di se stesso.”

Francesca C. – Pesaro

COME LAVORIAMO?

NOVITÁ:

Inizieremo con un TEST PROPEDEUTICO BASATO SULLE 7 TIPOLOGIE DELLA PSICOSINTESI DI ASSAGIOLI: ognuno di noi esprime un mix di note unico e, come personalità, una di queste note o colori è più evidente delle altre. Avere questa MAPPA PERSONALE ti permette di arrivare con ancora più precisione all’obiettivo di diventare CHI SEI.

In seguito come dallo scorso programma:

8 sessioni (non consecutive!) con cadenza quindicinale su skype (per darti il tempo di assimilare e elaborare quanto fatto ad ogni incontro), ognuna con esercizi e compiti da fare per l’incontro successivo e assistenza fuori sessione via mail per la durata dell’intero percorso, per tirare fuori il tuo Talento e farlo brillare.

NOVITÁ:

Alla fine e per proseguire da solo/a anche dopo:

Ti lascio alcune registrazioni audio con esercizi di visualizzazione che avremo fatto prima insieme e che rafforzeranno, rendendola sicura, giorno dopo giorno la tua strada verso i tuoi obiettivi.

Tutto questo a 700 euro (pagabili in 2 rate da 350 euro di cui la prima a inizio percorso oppure se paghi tutto subito il costo è di 630 Euro con sconto del 10%).

Importante! Questo è un prodotto premium: un percorso personalizzato fatto su misura per te in cui ci sentiamo su skype 1 volta ogni 15 giorni per  4 mesi (possono sembrare tanti ma è ciò che serve), e ti assisto via mail o al tel (per le emergenze) mentre lavori. Un allenamento piuttosto serrato. Per questo riesco a seguire al massimo 2 persone al mese.

Se sei interessato/a e vuoi prenotare il tuo posto, se hai bisogno di altre informazioni e per capire se possiamo lavorare insieme, scrivimi a info@chiaradamilano.com oppure chiamami qui 338 6253030

 Colui che è coraggioso è libero.

(Seneca)

 

L’evidenza del Talento in azienda

L’azienda, piccola, media o grande che sia è dove pulsa la vita attiva, dove ogni giorno tutti noi con rapporti contrattuali diversi (dipendenti, consulenti, collaboratori), ci mettiamo in gioco e sfidiamo noi stessi, le nostre capacità e competenze cercando di soddisfare quella più o meno consapevole necessità di riconoscimento da parte del mondo là fuori (sempre quello il tasto dolente…)

Per questo amo questo mondo e ho scelto di  fare il counselor proprio nelle organizzazioni, perché è li che ci esprimiamo in ogni nostra sfaccettatura, è li che agiamo le nostre relazioni e i nostri modi di essere che danno origine al nostro fare e che, anche questo senza saperlo, ci portiamo in ogni aspetto della vita.

Già, ma io nelle organizzazioni (e anche fuori),  cerco di vedere le potenzialità, i Talenti e mi spendo per dare voce alla meraviglia che ci appartiene, quindi questo post lo scrivo proprio per accendere i riflettori su  QUANTO  e  COME diamo, e ci prendiamo, la possibilità di dare voce al meglio di noi!

La mia riflessione  nasce dalle esperienze che ho fatto negli ultimi mesi, in cui ho avuto modo di  confrontarmi in modo massiccio e continuativo (più del solito), con organizzazioni private di ogni dimensione. Mi sono trovata alternativamente nel ruolo di fornitore, cliente e consulente e ho avuto l’opportunità, oltre che di apprendere molto affinando le mie competenze di coach e counselor, anche di osservare come e quanto la gestione delle relazioni in ogni contesto professionale possa fare la differenza.

In particolare, ho osservato  quanto siano effettivamente utilizzate le reali potenzialità delle persone, ma soprattutto quanta attenzione vi sia a questo aspetto nel momento in cui si assegnano ruoli, compiti, responsabilità.

Purtroppo il risultato della mia osservazione non mi ha soddisfatto: ho visto troppe volte una scarsa competenza relazionale in opera da parte di chi ha ruoli gestionali e direttivi, con la conseguenza che l’ottenimento di adeguate performance qualitative ma anche quantitative in termini di risultati, diventa qualcosa di faticoso da raggiungere e a nulla servono metodi motivazionali “vecchi” e mal gestiti sull’onda “bastone&carota”.

Le persone lavorano meglio e danno di più quando fanno qualcosa che aderisce alle loro inclinazioni più profonde e, in quel caso, riescono anche a svolgere attività meno gratificanti con più leggerezza e soprattutto efficacia.

Ho visto e intuito diversi talenti non ascoltati e per questo credo sia giusto scriverne e rivolgere queste righe a quanti tra di voi e/o a voi vicino, hanno il meraviglioso e difficile compito di gestire altre persone e occuparsi della loro crescita in favore della crescita dell’organizzazione in cui sono inserite.

Il Talento in azienda può essere molto evidente se si sa guardare! Bisogna però prima imparare a guardare alle persone non come a portatrici unicamente di profitto ma come portatrici di sviluppo in senso ampio dell’organizzazione. Bisogna saper vedere le peculiarità che ognuno può dare e cercare, pur conciliando le necessità di tutti, di fare in modo che le persone possano fare ciò per cui sono effettivamente portate: questo significa sviluppare potenzialità!

Non è facile, lo so, ma gli strumenti ci sono e, a ben vedere, se utilizzati al meglio possono dare la chiave per lavorare con più efficacia e benessere ad ogni livello organizzativo, che tradotto significa produrre di più e con maggior qualità!

Lo strumento per eccellenza che in molte aziende esiste già è LA VALUTAZIONE DELLE RISORSE, qualcosa che può essere asettico, inutile e solo una scheda da compilare, oppure la chiave di volta per trasformare il rendimento delle persone e renderle soddisfatte allo stesso tempo.

Se oltre a compilare una scheda includiamo nel processo di valutazione un momento di confronto e ASCOLTIAMO le persone, beh vi posso assicurare che già SOLO questo momento avrà dato la possibilità di scoprire quanta potenzialità inutilizzata, perché non conosciuta, vi cammina ogni giorno accanto.

Valutare è un’attività necessaria, ma si tratta di un processo complesso che può e deve essere utile per tutti portando valore, altrimenti diventa solo una perdita di tempo e qualcosa che almeno una volta all’anno va fatto!

Questo articolo http://huff.to/1lH5LRK rende bene l’idea di cosa accade quando le persone troppo a lungo non vengono valorizzate, senza dargli la possibilità di esprimersi al meglio.

Prima di “piangere sul latte versato” a volte conviene fermarsi e riflettere: questa è un’occasione.

Quali sono le vostre esperienze su questo fantastico mondo delle aziende? E le vostre difficoltà e/o successi? raccontatele nei commenti se volete a beneficio di tutti e continuiamo il confronto.

Ah dimenticavo! Esiste un altro strumento in grado di cambiare magicamente il rendimento delle persone, si chiama GENTILEZZA! Ma di questo parleremo un’altra volta.

 

Sulla strada del Talento recupera, ricicla e costruisci il nuovo

Non si butta via il bambino con l’acqua sporca recita un vecchio  detto e da qui voglio partire per aprire i post del 2016!

Cosa significa? significa che ci sono momenti in cui quanto fatto e raggiunto va posto sotto RESTYLING e che nel restyling entra tutto: passato, presente e futuro e da tutto si possono trarre insegnamenti per attuare quella che deve diventare una sintesi che origina il nuovo.

Il 2015 mi ha dato molto sotto tutti gli aspetti e, in quello professionale, mi ha insegnato che ciò che oggi sono e ciò per cui sono riconosciuta e accreditata, trae origine dal passato ed è stato costruito nel tempo fino a permettersi di fiorire come sta facendo.

Così il molto lavoro fatto con e per le aziende negli anni passati, ha fatto si che oggi io questa competenza del Counseling Aziendale possa dire di averla acquisita e in qualche modo consolidata, perché riconosciuta (sono sempre gli altri, in questo caso i clienti, a dirti se ci sei o ci fai…) sul campo.

Mettendo dunque più a fuoco la mia professione, mi è sembrato giusto condividere queste riflessioni, che potranno esservi utili magari per dare una rinfrescata al vostro modo di pensarvi nell’attività che svolgete, o per iniziare a pensare al nuovo: lavoro, progetto, prodotto…quel che più vi aggrada e dove sentite ci sia bisogno di rinnovare un pò.

Il mio passato aziendale prima di diventare counselor, è stato a lungo da me messo da parte, quasi rifiutato perchè legato a ricordi di insoddisfazione, frustrazione, demotivazione. Non ho compreso subito ciò che mi è chiaro oggi: oltre a tutto il negativo c’era e c’è tutto ciò che ho appreso e che mi sono ritrovata ad utilizzare (quasi inconsciamente) nella mia attuale professione, coniugando le abilità relazionali con le competenze organizzative e di processo.

Cosa c’entra tutto questo direte voi con il Talento e lo sviluppo dei potenziali ? C’entra eccome, perchè quando esploriamo le nostre qualità e abilità alla ricerca del Sacro Graal del Talento, dobbiamo partire da ciò che siamo e siamo in grado di riconoscere oggi, perché si tratta del nostro bagaglio di esperienze in cui, sicuramente, avremo già dato espressione di talenti e abilità: vogliamo buttarle via? Oppure arricchire il paniere facendo una bella operazione di scelta e riciclo di quanto ancora ci caratterizza?

Questo il messaggio che desidero tramettere per questo nuovo anno: l’esperienza non si butta via senza prima averne estratto insegnamenti e nuovi conseguimenti.

Anche per il nostro Talento è così: oggi possiamo farlo emergere anche grazie alle competenze che già abbiamo sviluppato in attività passate o ancora attuali, si tratta di un’operazione di raffinamento che porterà risultati sicuramente più solidi per il nostro futuro.

Vi lascio allora con una domanda se volete iniziare a capire quale è il vostro Talento: cosa ho messo fino ad oggi nello zaino delle mie capacità e competenze?

Partire da qui renderà il NUOVO più COMPLETO, SOLIDO e VINCENTE per qualsiasi impresa vogliate avviare.

BUON 2016 A TUTTI! CHE IL TALENTO SIA CON VOI!

Se il “gioco vale la candela” lo decidiamo noi!

L’ingrediente essenziale per far crescere e far fiorire rigogliosamente il nostro TALENTO è proprio questo, si l’ENTUSIASMO, quella che mi piace chiamare L’EVERGREEN DELLE QUALITÀ: se manca è come se tutta la nostra azione assumesse i toni del grigio e restasse sbiadita sullo sfondo delle nostre vite.

Si tratta però di una qualità spesso maltrattata, sottovalutata, quasi non degna di accedere all’olimpo di altre ben più rinomate come il Coraggio o la fiducia o la Tenacia…eppure senza Entusiasmo non c’è fiducia, coraggio o tenacia che possano reggere, il problema è – guarda caso – che i primi a non darle valore siamo proprio noi per quanto e quante volte siamo incappati nei cosiddetti “Ammazza-entusiasmo”.

Di cosa si tratta? beh, vi sarà certamente capitato di sentirvi dire mentre parlavate appunto con entusiasmo di un nuovo progetto o una nuova idea a qualcuno, dal familiare all’amico, una frase del tipo “si, certo però ci  hai pensato bene?”,  “ma vale tutto questo investimento?”, “E se poi non funziona?” e noi che solo un attimo prima eravamo pieni di quel sacro fuoco e sentivamo ardere la summenzionata scintilla, ci sentiamo in un istante persi, afflitti, come se ci avessero – e di fatto lo hanno fatto o almeno ci hanno provato - tarpato le ali!

Questo accade tutte le volte – o quasi- che ci esponiamo con qualcosa di nuovo, qualcosa che è nato dalla nostra intuizione e di cui andiamo fieri perché ci è costato fatica, impegno, ore di lavoro a pensare e progettare. Qualcosa del cui valore e bontà siamo intimamente convinti (sprecheremmo tempo a lavorare su idee che crediamo perdenti in partenza?) e che sappiamo, si noi lo sappiamo, sarà vincente.

Perchè allora in un solo attimo il nostro entusiasmo lasciamo che venga distrutto? Quante idee sono morte sul nascere perchè non sono state sostenute abbastanza? Forse che non ci abbiamo creduto fino in fondo certo, ma anche forse ce le siamo fatte smontare: se ci riflettete su magari mi darete ragione.

Quel che è fatto è fatto, il passato è andato e non vale la pena tornarci su se non per impararne le sagge lezioni, quello che ora conta è come e cosa faremo da oggi in poi per far fiorire le nostre intuizioni migliori e, contemporaneamente, coltivare il nostro Entusiasmo.

Per darvi un’aiuto, forte della mia esperienza di tutte quelle volte che “ho mollato” per dare retta a voci esterne, ho deciso di darvi un paio di regolette da seguire per facilitare la vostra meravigliosa fioritura:

REGOLA N. 1: un nuovo progetto, fino a che è ancora appartenente al mondo delle nostre idee e non ha preso alcuna forma almeno scritta, va tenuto rigorosamente segreto. Questo perchè è un pò come un feto ai primissimi mesi:ancora fragile e bisognoso della massima protezione. Lo possiamo condividere solo con chi ne è coinvolto o chi affronta le nostre stesse difficoltà: si sa che tra affini anche negli eventi si è più solidali.

REGOLA N. 2: Quando il nostro segretissimo progetto di cui andiamo molto fieri è a un buon punto di materializzazione, cerchiamo i sostenitori. Chi sono? li riconosciamo senza dubbio: tutti coloro che sempre ci hanno sostenuto e hanno creduto in noi e che, quando ci hanno mosso qualche critica, o ci hanno un poco smorzato l’entusiasmo, lo hanno fatto per rendere amorevolmente la nostra visione più nitida.

REGOLA N. 3: sviluppiamo l’ENTUSIASMO con queste tre modalità:

  • Coltivare la nostra vitalità: teniamo alto il nostro livello energetico!
  • Frequentare gli entusiasti (si sa l’entusiasmo è contagioso)
  • Cogliere la bellezza ovunque

Poche cose che se seguite con scrupolo porteranno risultati tangibili e soprattutto, ancora una volta, daranno la sensazione di essere PROTAGONISTI delle nostre scelte e della nostra vita nel bene e nel male.

Quando  il gioco vale la candela quindi LO DECIDIAMO NOI!

Perché lo sappiamo benissimo già da noi cosa fare e anche se stiamo rischiando il tutto per tutto e magari non andrà come abbiamo immaginato, abbiamo il diritto di provarci e di sbagliare per imparare da soli. Soprattutto, abbiamo il diritto di SCEGLIERE in modo AUTONOMO quali sono i progetti da portare avanti e quali no.

BUON ENTUSIASMO A TUTTI!!

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