LA GIOIA E LE SUE SORELLE

Se parli di cose belle le cose belle si alimentano, se allo stesso tempo ti nutri di emozioni positive sarà quello l’imprinting che darai al tuo mondo emotivo, mentre quelle negative avranno lo spazio giusto e non oltre.

Così voglio parlare di GIOIA e lo voglio fare in rapporto alle sue “sorelle”ovvero FELICITÀ e CONTENTEZZA (questa meriterebbe invero un post tutto suo…chissà!).

Perché questo tema? Beh perché di problemi e negatività ne assumiamo tutti e tutti i giorni anche troppo e dalle fonti più disparate, mentre la positività ce la dobbiamo costruire, non ce la danno gratis, è un lavoro costante da fare e io lo so bene, anzi voglio dire proprio che credo sia un po’ una mia caratteristica quella di cercare di vedere il lato positivo in ogni situazione e allora…oggi vi regalo un po’ di cose belle, non tangibili e concrete magari, ma che la concretezza e il quotidiano lo possono aiutare davvero.

Comincio dalla fine con l’assunto più importante e solenne: la Gioia è uno stato dell’Anima! Uhhh si vi vedo già tutti atterriti e pronti a chiuderla qui! Ecco se vi spaventate per così poco allora non ne siete degni!

Troppo? Troppo severa? Si un po’ giocavo, ma non è questo il punto.

Uno stato dell’Anima perché…ha un che di stabilità superiore una volta raggiunta o almeno toccata, un che…di eterno direi, quella sensazione che si tratta di un modo di stare e sentire che è oltre e al di sopra di tutto il rumore delle nostre quotidianità.

Per questo non è facile e per questo merita solo Cuori impavidi che di fronte alla trattazione profonda del tema non si spaventano e non lo scherniscono.

Ok va bene forse ho esagerato e allora andiamo per gradi:

Possiamo iniziare parlando di CONTENTEZZA e farlo dandone anche un significato diverso da quello apparente. Avete mai pensato infatti  che potrebbe anche voler dire CAPACITÁ DI CONTENERE? Ovvero, sono contento perché so contenere e stare con ogni sensazione e emozione mi ritrovi a vivere: che ne dite? Su ammettetelo che non ci avevate mai pensato! Vederla così cambia tutto no?

La Contentezza nella scala della positività, nel circolo virtuoso che ci porta alla Gioia, è un gradino stabile una volta raggiunto, qualcosa su cui ci si può mettere comodi e a cui ci si può abituare, un’abitudine di quelle che si possono mantenere e che anzi, quando diventano abitudini, possiamo quasi dimenticarcene e fanno tutto loro. Automatismi emotivi evolutivi questo il genere direi.

Quando so contenere stabilmente, posso affrontare con un Cuore più leggero e con più Fiducia ogni evento che mi viene incontro, che sia più o meno facile o positivo.

 

CUOR CONTENTO IL CIEL LO AIUTA

Non si tratta infatti solo di un modo di dire o di un vecchio proverbio (che poi lo sappiamo no che nei proverbi c’è sempre un fondo di verità), ma di un modo di vivere e ancora di più di guardare alla vita.

Se so contenere, so stare con ciò che mi accade e so gestire, allora sono più padrone della mia vita e posso CONFIDARE nel FUTURO perché lo costruisco io con CONSAPEVOLEZZA (altra parolina magica).

MA IO SONO CONTENTO/A? LO SONO STATO? ME LO RICORDO? E COM’ERA? E OGGI?

A questo punto è d’obbligo rispondere a queste domande se vogliamo costruire la strada che ci può portare a sperimentare la GIOIA vera, quella di cui sopra per intenderci.

Continuando nell’esplorazione di queste cose belle e belle qualità, esiste la FELICITA’, (magari più comune o comunemente usata come termine),  che non è altra cosa rispetto a questi due pilastri, ma ne è un’espressione. La Felicità si presenta in attimi, vette toccate da cui poi bisogna scendere, momenti di apice. La Felicità si appoggia sulla contentezza che, se è stata coltivata e stabilizzata, la renderà più apprezzabile in quanto la farà sembrare come una sua ottava più alta e non l’opposto o altro.

Così gradino dopo gradino si arriva ad essere pronti per provare la regina delle qualità che alimentano le nostre endorfine, la GIOIA appunto.

LA GIOIA SI SENTE CON IL CUORE

Anche questo è un assunto, si perché non si tratta di un’emozione e basta, è uno Stato dell’Essere, un’esperienza che poggia su un terreno che è stato coltivato con costanza, amore e la nostra famosa contentezza.

Il Cuore, per sentire la Gioia deve mettersi in moto, deve aprirsi e lo fa quando vado oltre me stesso e inizio a pensare al Bene Comune oltre il mio tornaconto personale, quando faccio qualcosa per rendere un Servizio senza aspettarmi alcun compenso materiale, quando dedico tempo anche solo ad ascoltare magari un amico che ha bisogno…i  modi sono tanti, ad ognuno il suo!

Così passo dopo passo ecco che ci siamo, che accade, la prima volta per un attimo, di fare questa esperienza e finalmente di capire quanto può essere travolgente.

La Gioia assume allora altri significati e altre vesti, si presenta e si manifesta allora come una ENERGIA, il carburante che alimenta il motore del nostro essere e lo può fare in ogni cosa.

Ci siamo? Allora ora pensateci su un po’, rifletteteci e con calma provate a rispondere a questa domanda per finire:

HO MAI PROVATO VERA GIOIA?

Da qui in poi parte tutto e tutto può essere!

Se avete voglia raccontate la vostra esperienza di Gioia e io Gioiosamente vi ascolterò!

Che GIOIA sia con ognuno e tutti voi!

QUALE PSICO-APP TI SERVE PER PROGREDIRE? SCARICALA!

Inutile negarlo, per quanto io non sia una fan sfegatata del mondo Apple pur possedendo l’Iphone d’ordinanza, non posso fare a meno di apprezzare la capacità di questi influencer per dirla nel loro linguaggio, di creare abitudini, modelli e  condizionamenti di una potenza davvero inaudita.

Dal sole della California, terra ricca di possibilità e di aperture quanto mai cariche di energia, più precisamente dalla ridente località di Cupertino, un gruppo di menti creative ogni giorno lavora per continuare ad alimentare i nostri bisogni sempre più raffinati in tema di tecnologie di comunicazione.

E quindi? Beh quindi invece di parlarne, subirli, adattarmici quasi passivamente e basta, ho deciso di usarli a mio e nostro vantaggio, perché tale e tanto POTERE va sfruttato e bisogna farlo con piena consapevolezza .

Dopo questa premessa voglio allora condurvi a fare un gioco di IMMAGINAZIONE CREATIVA e, udite udite, darvi un ulteriore utilizzo del nostro amato/odiato mondo tecnologico, un uso diciamo così…EVOLUTIVO!

Siete pronti? Rilassatevi, mettetevi comodi e partiamo!

Immaginiamo la nostra MENTE sempre così indaffarata, come una grande riserva illimitata, un contenitore, anzi meglio un magazzino, ecco, uno STORE appunto! Cosa ci troviamo dentro? Si ok un sacco di cose e pensieri e progetti, ma anche un sacco di potenzialità, di possibilità di sviluppo e da sviluppare che si chiamano appunto APP, che poi è l’abbreviazione lo sapete di APPLICAZIONI, bene ci siete?

Ora che siamo entrati nello Store dobbiamo cercare di orientarci tra tutto questo contenuto, e iniziare intanto a capire cosa ci manca e cosa ci serve per progredire nella nostra strada di sviluppo. Proviamo a farci questa domanda:

SE POTESSI SCARICARE UN’APP CHE MI AIUTI A FARE IL PROSSIMO PASSO, COME SAREBBE? Quali contenuti avrebbe, cosa mi aiuterebbe a fare?

Attenzione però, io non sto parlando di acquisire abilità cosiddette comuni ma quelle abilità o meglio QUALITÀ che mi aiutano a fare tutto il resto, potremmo dire delle META-ABILITÀ.

UN ESEMPIO

Allora se io sto lavorando ad un progetto nuovo, un progetto importante per la mia vita professionale e sento che va tutto bene ma…avrei bisogno di crederci di più per convincere i colleghi quando ci sarà la presentazione che, uh mamma mia, è solo tra 3 settimane e il tempo vola…beh allora l’APP che mi servirà scaricare dal mio store sarà proprio FIDUCIA!

Questo esempio vale per tutte le App che pensate vi servano in relazione al momento in cui siete.

La bella notizia è che questo Store è fornitissimo!!! Posso trovare proprio tutto, anche quello che credo di non avere, perché semplicemente è tra i prototipi e devo usarla per renderla attiva e replicabile.

IL METODO

Si avete ragione, come si fa ancora non ve l’ho detto e allora ecco qui, pochi semplici passi per procedere al download della vostra App:

  1.     Selezionare l’App da scaricare, avendo cura che sia proprio quella più adatta e utile in questo momento. Importante è identificarla bene senza timore: se ho paura di non farcela quello che mi serve è fiducia; se so che è tutto a posto, che ho tutto per lanciare quel progetto, per iscrivermi a quel corso di…ballo, tai chi ecc., allora si tratta dell’APP del Coraggio e così via…
  2.     Avviare il Download senza fretta ma rispettando la gradualità del processo: non sarò la persona più coraggiosa del mondo domani (se sto scaricando il coraggio) ma potrò iniziare a vedermi come dotato/a di questa qualità e prenderci confidenza, magari osservando con più attenzione le persone che vicino a me pare abbiano già abilitato l’App.
  3.     Completare il download con successo. Ovvero portare il processo fino in fondo e scaricare anche le più remote briciole di coraggio/fiducia/creatività/entusiasmo presenti per essere sicuri di avere tutto quel che ci serve!
  4.    Procedere all’installazione dell’App avviando la modalità COME SE: quando si installa una nuova qualità per acquisirne tutte le funzionalità dobbiamo rappresentarci un po’, giocare a far finta di essere già come Braveheart prima di sentire che il Coraggio lo abbiamo proprio fatto nostro ad esempio. Il Come se è un gioco serio: devo comportarmi e pensare e sentire proprio come se fossi in pieno possesso della App che ho scelto: mi raccomando!
  5.   Aprire l’App e procedere all’utilizzo completo: siamo pronti e ce ne accorgiamo perché di fatto ci sentiamo diversi, un po’ nuovi, con qualcosa in più e quel progetto, quella prova, ora sembrano più semplici.

L’ultima raccomandazione riguarda gli AGGIORNAMENTI: una App lo sappiamo va aggiornata e anche le nostre hanno ahimè questa necessità, quindi teniamo in forma quanto scaricato e installato, verifichiamo lo stato di funzionamento con regolarità e revisioniamola, perché nuove forme più evolute e raffinate sono sempre possibili e mantengono tutto il Sistema bello efficiente.

Se poi avete bisogno dell’ASSISTENZA per qualsiasi delle fasi o per fare un download accompagnato, contattatemi qui info@chiaradamilano.com e sarò felice di aiutarvi!

 

CAVALCARE L’ONDA: EMOZIONI DA SURF!

Diciamola subito tutta: io con il Surf non ci ho nulla a che spartire così come con tutti gli sport acquatici, sto a malapena a galla e adoro stare a mollo quando il mare è una tavola, ma di più proprio no, io sono di discendenze montane è quello il mio habitat!

Allora? Perché mai dovrei appellarmi ad una simile metafora? Beh per prima cosa perchè ci sta proprio bene come immagine non vi pare? Le emozioni si sa sono “liquide”, associate all’elemento acqua e di “mare di emozioni” si sente parlare spesso, quindi l’idea di cavalcarle surfando mi intriga parecchio e vorrei intrigare anche voi.

Entrando più dentro la metafora e sentendo (questo il verbo delle emozioni: sentire) cosa fa risuonare direi che possiamo azzardare che questo fare surf sta per gestire, cavalcare invece di essere sommersi o calpestati e appunto…gestiti.

Non si diventa però surfisti dall’oggi al domani! Prima di andar per onde forse si inizia a prendere confidenza con l’elemento acqua, si inizia dal corso di acquaticità per capire dove ci muoviamo, come dobbiamo muoverci e cosa è meglio fare e cosa non fare per arrivare all’obiettivo: gestire!

Così le nostre emozioni dobbiamo prima conoscerle e conoscerle bene per poterci entrare in contatto senza rischiare ogni volta l’annegamento. Sicuramente la paura di essere travolti c’è ma…mica inizio a nuotare dove non tocco no??

Un po’ per volta, con gradualità ma con consapevolezza che ogni bracciata sicura mi porta a poter andare con maggiore sicurezza verso il mare aperto.

E se lascio la metafora come mi comporto davvero con questo…oceano che è il mio mondo emotivo?

5 PASSI PER EMOZIONARSI!

Sono solo 5 ma nessuno può essere saltato e sono tutti importanti:

1)    Conosci le emozioni che riconosci in te (cosa senti e come ti senti)

2)    Gestisci ciò che hai conosciuto (prendi confidenza)

3)    Accendi la tua motivazione: metti le emozioni al servizio delle tue azioni:

4)    Riconosci le emozioni degli altri (empatizza)

5)    Vivi il tuo mondo emotivo e apriti alle relazioni

Non è facile, non lo sarà ma poi…la ricompensa per aver approcciato quell’oceano dentro di te e aver imparato a gestirlo un po’, beh la ricompensa sarà quanto di più ambito per te: il potere di essere padrone a casa tua, una sensazione unica, irripetibile e terribilmente  concreta!

Il surf delle emozioni è così, un’esperienza di sintonia assoluta con questo oceano interno:  volarci sopra, toccarlo, entrarci ma… senza farsi sommergere: in altre parole, anzi con una sola parola, si chiama VITA!

Se poi capita – perché può capitare – che l’onda sia troppo grande e per un momento abbia il sopravvento, niente paura! Sarà un attimo di immersione ma io ne uscirò perché surfando avrò imparato a tenere il fiato, controllare il respiro e la mia riserva di ossigeno, ritrovando al più presto a grandi bracciate la superficie calma e liscia da cavalcare.

Un articolo in materia di Surf (quello letterale) che ho letto preparando questo post, tra le altre cose descrive così il rapporto che si crea tra il surfista e le onde:

Ogni volta che entri nell’ oceano con la tua tavola inizia un vero e proprio corteggiamento tra te e le onde: se non riesci a “toccarle” nei punti giusti saranno spietate, sfogando tutta la loro forza su di te e rendendoti inerme al loro volere, ma quando un surfista riesce a farsi accettare e a convincere l’onda a “ballare” con lui tutto diventa magnifico, tutta la sua energia viene trasmessa a te e alla tua tavola, e la sintonia tra uomo e natura è totale. “

Con il nostro mare emotivo può avvenire la stessa cosa e, soprattutto, possiamo stabilire lo stesso rapporto. La sola cosa davvero importante è NON AVERE PAURA!

Siete pronti allora con il vostro Surf? Andiamo, le Onde ci aspettano!

ORIENTA LE TUE QUALITÁ !

ESPLORA IL TUO TALENTO – ORIENTA LE TUE QUALITA’

Percorso di Talent Counseling individuale rivolto a giovani tra i 23 e i 27 anni

UN PERCORSO LIGHT E PERSONALIZZATO PER INDIVIDUARE LA CLASSICA “LUCE IN FONDO AL TUNNEL” E TROVARE UNA DIREZIONE, LA TUA! SCOPRIRE E IMPADRONIRTI DELLE TUE QUALITÁ PER ESPRIMERE DA SUBITO IL MEGLIO DI TE.

 PERCHÉ TI SERVE

Non esiste una strada pre-determinata, esiste la Tua strada! Il Mondo universitario e quello del lavoro e ancora di più la società, ti portano spesso a orientare le tue scelte durante e dopo il percorso di studi, con il fine dell’utilità piuttosto che con quello della Passione. Vero che con la passione “non si mangia”, ma vero anche che rinunciare da subito rende il sapore del futuro più amaro…

Diventare consapevole delle tue potenzialità e qualità rafforza le tue scelte più autentiche, quelle che rispondono davvero a ciò che senti di voler essere, dandoti il Coraggio di affermare chi sei oggi e chi vuoi diventare.

FORZA, FIDUCIA, CORAGGIO, VOLONTÁ, solo alcune delle parole chiave che potranno farti da guida con me in questo breve percorso per dare ossigeno alle tue aspirazioni!

TI È UTILE SE:

  • Sei arrivato/a alla fine (o quasi) del tuo percorso di studi e ti stai chiedendo come e cosa fare per mettere a frutto tutto questo lavoro. Quali gli strumenti per dare il meglio di te mantenendo viva la Passione che ti ha accompagnato o…per darle finalmente voce.
  • Hai quasi la laurea in tasca e ti accorgi che quello che vuoi fare è  altro  rispetto a quello che hai studiato, ma stai ancora navigando nella confusione di questa rivelazione e vorresti fare chiarezza prima di prendere una decisione concreta.
  • Hai partecipato a vari incontri di orientamento post laurea (o anche pre) ma la tua confusione anziché diminuire è aumentata,  sentendoti inoltre sempre più incompreso da parte del famigerato “mondo degli adulti”.

DURANTE GLI INCONTRI IMPARERAI  A:

  • Riconoscere le tue Qualità peculiari per utilizzarle coscientemente in  ogni tua attività
  • Comprendere chi sei oggi e cosa vuoi per il tuo immediato futuro
  • Fidarti di te stesso e di quello che sei e che sai fare: dopo anche gli altri di fideranno di te
  • Effettuare le scelte giuste per te ora senza cedere all’impulso ma ascoltando la tua voce più autentica
  • Formulare un piano d’azione che ti aiuti a concretizzare quanto hai scoperto nella vita di ogni giorno personale e professionale

COME LAVORIAMO?

Inizieremo con un TEST PROPEDEUTICO BASATO SULLE 7 TIPOLOGIE DELLA PSICOSINTESI DI ASSAGIOLI: ognuno di noi esprime un mix di note unico e, come personalità, una di queste note o colori è più evidente delle altre. Avere questa MAPPA PERSONALE ti permette di arrivare con ancora più precisione all’obiettivo di diventare CHI SEI.

In seguito il programma prevede:

4 sessioni (non consecutive!) ogni 3 settimane su skype (per darti il tempo di assimilare e elaborare quanto fatto ad ogni incontro), ognuna con esercizi e compiti da fare per l’incontro successivo e assistenza fuori sessione via mail per la durata dell’intero percorso, per trovare la tua direzione e iniziare a percorrere la tua via serenamente.

IMPORTANTE!

A seguito del 1° incontro farai un inventario guidato sulla percezione che tu hai  delle tue abilità in modo da lavorare successivamente con me a rinforzare l’abilità più importante: LA FIDUCIA.

Alla fine e per proseguire da solo/a anche dopo:

Ti lascio alcune registrazioni audio con esercizi di visualizzazione che avremo fatto prima insieme e che rafforzeranno, rendendola sicura, giorno dopo giorno la tua strada verso i tuoi obiettivi.

Tutto questo al prezzo speciale, per te che sei ancora impegnato nello studio, di 300 euro (pagabili in 2 rate da 150 euro di cui la prima a inizio percorso oppure se paghi tutto subito il costo è di 270 Euro con sconto del 10%).

Importante! Questo è un percorso personalizzato fatto su misura per te in cui ci sentiamo su skype 1 volta ogni 3 settimane per oltre  2 mesi, e avrai anche il mio supporto via mail o al tel (per le emergenze) mentre lavori.

 

Il Vantaggio di Skype: lo facciamo quando ci fa comodo, senza vincoli particolari, comodamente da casa in pantofole!

Se sei interessato/a e vuoi prenotare il tuo posto, se hai bisogno di altre informazioni e per capire se possiamo lavorare insieme, scrivimi a info@chiaradamilano.com o chiamami al  338 6253030

 

 

Colui che è coraggioso è libero.

(Seneca)

COMPASSIONE CON…PASSIONE

Eccoci qui al rientro da un’estate che pare non voglia proprio cedere di un grado, con un tema che forse proprio da rientro non è – dipende da come si intende il rientro certo – ma che ha impegnato i miei pensieri a lungo nei mesi scorsi per come mi si è presentato, quasi per caso e anche, e soprattutto,  per la curiosità profonda che ha suscitato in me.

Perché parlarne qui? Potrebbe restare un discorso filosofico fra me e me o fra me e la mia terapeuta direte voi, ma…sarebbe egoistico da parte mia visto che proprio riflettendoci e sperimentando come sempre, ho compreso quanta confusione regni in materia.

Non che abbia la pretesa di arrivare con il pensiero più chiarificatore di tutti, ma almeno offrire un punto di vista diverso e magari meno consueto e sicuramente stimolare altre riflessioni….esiste anche un Talento del filosofeggiare sapete? 

Tutto è nato dal gioco sottile di assonanza ma anche RISONANZA tra le parole che ha portato in evidenza il legame che le unisce:  COMPASSIONE E PASSIONE! Che oltre a finire in “one” hanno in comune molte cose a partire dall’idea di grandezza che racchiudono ognuna già per conto suo non vi pare? Figuriamoci insieme! Ma procediamo con ordine.

Per approfondire è bene partire dalle basi più semplici e quindi da qui:

Il significato etimologico di COMPASSIONE ci dice: “patire insieme con” ovvero per essere più tecnici si tratta di: Atteggiamento di sofferenza per i mali altrui, connesso al desiderio di lenirli.

PASSIONE invece sta per Grande sofferenza, pena; sentimento intenso e perturbante; ardente amore erotico; inclinazione viva, grande interesse

La cogliete la similitudine? INTENSITÁ per entrambe ma su piani diversi e con diversi orientamenti. La prima ci porta ad andare fuori di noi verso l’altro o gli altri, la seconda ci porta verso noi stessi sostenendo la nostra realizzazione. Così come l’orientamento del vissuto della sofferenza che cambia seppur presente il tema in tutte e due.

Per entrambe un solo principio di unione: LA PARTECIPAZIONE!

Si, perché compassione è PARTECIPARE delle sofferenze altrui, è un insieme di sentimenti di pietà, vicinanza, empatia in senso elevato. Mentre esprimere passione nelle nostre svariate attività di ogni giorno significa soprattutto PARTECIPARE ALLA VITA!

La COMPASSIONE ci porta ad avere una possibilità più ampia di inclusione degli altri e di quanto loro accade, grazie alla sua caratteristica di amorevole distacco, che permette di entrare in risonanza con  l’altro senza lasciarsene coinvolgere, potendo così sperimentare il POTERE della possibilità che racchiude per la relazione stessa.

COMPASSIONE significa arrivare a provare sincero interesse per il prossimo chiunque sia e ovunque si trovi, perché parte della grande e unica famiglia umana. Significa orientarsi al BENE COMUNE con tutto se stessi e non solo a parole.

La PASSIONE per contro, ci spinge a dare il meglio di noi traendo forza dal FUOCO che la nutre, il fuoco della vita pienamente espressa in adesione  autentica alla propria essenza.

Quale enorme forza può allora avere la COMPASSIONE alimentata dalla PASSIONE? La sentite?

Permettersi di conoscere e sperimentare questo interessante quanto vero e attuale binomio, ci può aprire interessanti possibilità di allargare la nostra visione e di essere e agire nel mondo con Cuore e intelligenza.

COMPASSIONE È ANDARE VERSO, COME? CON…PASSIONE!

Già perché unire quel Fuoco della Passione che abbiamo dentro – ognuno di noi – a un movimento teso e orientato a quanto è fuori di noi, produce il vero CAMBIAMENTO in noi e intorno a noi.

Non succede in un attimo certo, ma può essere un attimo quello in cui si percepisce questo stato dell’essere e da li poi il passaggio a considerare la Compassione parte del proprio bagaglio, può diventare più semplice e familiare.

Quando accade di sentire e sentirla per un istante, credete,  la riconosciamo perché quell’attimo porta con sé un’apertura di cuore che, vi assicuro, è diversa da altre già sperimentate. La mia esperienza è stata questa: un attimo di contatto profondo con il cuore, stimolato da un evento particolare: un concerto di bambini in India qualche  mese fa…

Bene e ora? Ora come sempre perché funzioni dobbiamo unire l’AZIONE (anche qui un’assonanza interessante)!

Quindi noi che siamo persone attive e che non sappiamo fermarci solo alle parole, belle si, ma pur sempre parole, come possiamo PRATICARE LA COMPASSIONE?

Naturalmente CON…PASSIONE!

Si , avete capito bene, qui entra in gioco l’altro elemento di questa riflessione: LA PASSIONE!

Cosa accade se, sviluppando la capacità di provare Compassione, provo ad unire a questa l’elemento PASSIONE? Il FUOCO che attiva e tutto può muovere?

Accade, o meglio attivo la possibilità che accada, che posso agire anche nella mia attività di ogni giorno, con una modalità diversa tesa a includere e non escludere l’altro o gli altri e, allo stesso tempo, posso sviluppare il DISTACCO, che non significa assenza di coinvolgimento,  ma piena presenza da un piano più alto e quindi in grado di darmi una visione più ampia…inclusiva appunto.

La Passione alimenta il fuoco che ci accende e mantiene bene oliata la nostra energia e la Compassione, così spinta, ci porta ad alimentare con lo stesso fuoco le fiammelle che incontriamo ogni giorno…

Non male no?

Se siete arrivati a leggere fino a qui ora siete pronti per il prossimo passo:

DIVENTARE PORTATORI SANI DI COMPASSIONE

Perché, credo lo abbiate capito, possiamo farlo tutti perché è per tutti!

COMPASSIONE secondo l’insegnamento dell’Agni Yoga nel libretto Comunità, al versetto 210, viene descritta così:

 Si dice che lo Yogi non ama, ma è pieno di compassione. Gli uomini concepiscono l’amore solo come un intreccio di legami. Al contrario, la compassione non ha vincoli, poiché collabora al Vero. 

Buona Compassione a tutti! Con Passione in Libertà e Verità!

ALLA RICERCA DELLA MOTIVAZIONE PERDUTA

Quando un tema si presenta così spesso come sta succedendo nella mia attività di counselor e coach negli ultimi anni, credo sia necessario provare a rifletterci un poco più a fondo nonostante il proliferare della letteratura (e non solo) sul genere.

Il padre della Motivazione, A. MASLOW http://bit.ly/Maslowteoriamotivazionale ha posto pilastri importanti sull’argomento che credo la moltitudine ormai conosca, ma conoscere non vuol dire sempre avere COMPRESO, nel senso di AVER PRESO CON SÉ.

Parafrasare il titolo del noto film di Indiana Jones mi parso poi il modo più immediato per entrare in argomento, perché di fatto questo parrebbe il problema: questa MOTIVAZIONE è come un tesoro sepolto chissà dove e di cui tutti sono in caccia.

Così ogni volta che accompagno il percorso di crescita di un manager, prima o poi (spesso più prima) arriva la fatidica affermazione: “non mi sento motivato”, “dovrei ricevere più stimoli”, “mi mancano gli stimoli”, “non trovo le motivazioni”, ecc.

Ecco, qui incomincia il mio lavoro! Proprio come per cercare un tesoro nascosto, trovato questo punto sulla mappa interna, mi fermo e inizio a sondare il terreno per vedere se e quanto scavare. Già, perché il nocciolo della faccenda è proprio questo:

LA MOTIVAZIONE NON É FUORI DI NOI!

E dove starebbe quindi? Beh, il passo successivo nella ricerca è passare dalla Motivazione questa sconosciuta, all’AUTOMOTIVAZIONE: il tesoro nascosto dentro di noi!

Ma che cos’è che rende così difficile accedere a questo tesoro? Quali sono gli ostacoli sul percorso? La risposta è apparentemente semplice:

L’OSTACOLO ALLA NOSTRA MOTIVAZIONE SIAMO NOI!

Proprio così, perché di norma facciamo tutto da soli: ce la cantiamo e ce la suoniamo senza porci nemmeno il dubbio che il problema possa essere così vicino.

Ma perché siamo noi se poi non riceviamo stimoli e gratificazioni da fuori? mi direte voi. Beh perché forse non riusciamo a farci la sola vera domanda importante:

IO COSA STO FACENDO PER ALIMENTARE LA  MIA MOTIVAZIONE?

Spesso non sappiamo rispondere, anzi una domanda del genere ci mette in crisi.

Bene, allora partiamo proprio da questa CRISI (lo sapete già vero che etimologicamente vuol dire crescita?) e esploriamo il vasto campo della nostra automotivazione per ritrovarla, o meglio, per ritrovarne le fonti.

Andare al MOTIVO delle nostre AZIONI, letteralmente, ma non solo, questa la prima ricerca: ciò che ci spinge, che mette in moto il nostro MOTORE ogni giorno nella nostra attività e, soprattutto, nella nostra vita.

E allora potremo scoprire che ciò che ci motiva è LA SFIDA, oppure LA COMPETIZIONE, o ancora LA RELAZIONE, e così via! Di Motori ce ne sono tanti e ognuno ha il suo nascosto – come quel tesoro – dentro di sé, si tratta di trovarlo e portarlo alla luce.

La domanda giusta allora è:

CHE COSA MI MUOVE DAVVERO?

Dopo di ché, trovata questa SPINTA PRIMORDIALE, possiamo addentrarci su un terreno un poco più complesso e scoprire il parente stretto della nostra capacità di automotivarci: nostra signora AUTOSTIMA!

Proprio così, perché più sappiamo riconoscere il nostro VALORE e più siamo capaci di far partire quel Motore, di accendere (e mantenere accesa) la scintilla che attiva il FUOCO DELLE NOSTRE AZIONI.

Così il panorama diventa completo e il cerchio si chiude, perché…

L’AUTOMOTIVAZIONE CI VUOLE AUTONOMI!

Quando sappiamo di valere e siamo in grado di riconoscerci qualità e difetti nelle stesse proporzioni, senza sentirci sminuiti ad ogni critica o esaltati ad ogni complimento, quando sappiamo restare SALDI nonostante gli eventi e, come querce al vento, lasciare ondeggiare la chioma sentendo stabili le radici… allora e solo allora, avremo raggiunto quella che si chiama l’AUTONOMIA dell’AUTOSTIMA.

Da questo traguardo in poi, saremo capaci di andare a cercare la motivazione tanto agognata dentro di noi, senza aspettare nulla da fuori, sapendo misurarne il livello e l’intensità energetica.

Avremo il nostro TERMOMETRO INTERNO funzionante che saprà dirci se e come riflettere sulle nostre motivazioni e se e come rivederle (si perché un check-up ogn i tanto è bene farlo), di cosa hanno bisogno e di cosa invece no.

Bene amici, le domande le avete, le risposte se volete possiamo anche esaminarle insieme: sono qui pronta ad ascoltare!

VERO O FALSO? TALENTO E SPONTANEITÁ!

Qualche tempo fa mentre conversavo con un amico, collega freelance e mio mentore per la comunicazione social, mi sono trovata a toccare il tema dell’autenticità, o meglio ancora della SPONTANEITÁ.

Parlando in particolare dei nostri amati e tanto utili social – perché ci serve esserci è inutile negarlo – ma anche delle tante newsletter cui siamo tutti iscritti (più o meno convinti),  immediata è la percezione comune che in giro di questa SPONTANEITÁ ce ne sia veramente poca.

Eppure nel mare magnum di professionisti in cui navighiamo, dove si offre di tutto e di più e spesso mille versioni dello stesso servizio, quello che può fare la differenza è proprio il COME lo offro quel servizio/prodotto e se quel COME fa risuonare un bisogno autentico perché mi ci posso rispecchiare.

Così mi accorgo che leggo con piacere i post che trasudano esperienza e autenticità nel bene e nel male – anzi che il male o l’insuccesso non lo nascondono per nulla – mentre faccio fatica a leggere chi ha solo ricette per il successo e racconta cose che, in un certo qual modo, già sappiamo facendolo pure in modo…si, anche noiosetto.

Nemmeno io so di essere così divertente e di fatto tratto temi impegnativi, ma spero, ogni tanto, di far arrivare almeno un po’ di leggerezza e sicuramente so di portare sempre ESPERIENZA vissuta in prima persona: un altro elemento che rende il nostro Talento AUTENTICO.

Detto questo cosa c’entra direte voi il Talento con tutto ciò? C’entra eccome! Qualsiasi sia la mia abilità unica, il mio talento, se lo copro di artificiosità brillerà sicuramente meno di quanto potrebbe se espresso con SPONTANEITÁ.

Il mio Talento, la migliore espressione di me (come preferisco chiamarlo) sono io con tutti i miei limiti che cerco con fatica ogni giorno di superare, con i miei difetti e con le mie qualità.

PERCHE’ COPRIRE LA MIA AUTENCITÁ?

Lo so, là fuori c’è la giungla come si dice e la lotta è serrata ogni giorno, ma tra tante copie di…non è forse meglio la versione reale? Di me, del mio lavoro, della mia fatica e dei miei successi conquistati con determinazione e VOLONTÁ autentica?

Peccare di autenticità, nascondere le reazioni spontanee troppo e troppo spesso, ci porta con il tempo a indossare una MASCHERA che, forse all’inizio, crediamo sia solo per reggere un ambiente professionale, ma poi con il tempo se alimentata e portata ogni singolo giorno, può diventare una vera e propria prigione.

Così saper ammettere con leggera consapevolezza un errore o dichiarare un FALLIMENTO, diventa un PUNTO DI FORZA e anche una sorta di processo catartico che ci può aiutare a prendere maggiore coscienza di questi aspetti portandoci sulla strada del MIGLIORAMENTO CONTINUO.

Ecco cosa c’entra il TALENTO, perchè diventa forte e vigoroso solo alimentandosi di VERITÁ e poi…volete mettere la fatica di indossare ogni giorno qualcosa che ci sta stretto e non  ci appartiene?

Se dobbiamo sforzarci e faticare per esprimere al meglio noi stessi, conviene farlo per la versione AUTENTICA non vi pare?

E voi cosa preferite fare o cosa fate? Indossate ogni giorno la vostra bella e “rassicurante” maschera oppure no?

Forse se stai leggendo questo e sei arrivato fino a qui, sei sulla strada per buttarla via quella maschera…

BUONA VERITÁ A TUTTI TALENTUOSI IN OGNI DOVE!!!

Esperienza INDIA: i Viaggi nel VIAGGIO

Ho fatto un viaggio alla fine dello scorso anno, anzi, ho fatto quello che io ho chiamato IL Viaggio per la valenza che ha avuto già come obiettivo nel 2016: ostacoli vari e anche importanti si sono frapposti fra me e questa meta, ma poi alla fine ce l’ho fatta e in INDIA ci sono andata per davvero e come previsto.

Questa premessa è importante perché, proprio grazie agli ostacoli, il viaggio è iniziato prima dentro di me e poi si è concretizzato fisicamente. Iniziato dentro per come ho alimentato il desiderio con il Fuoco della Determinazione, per come ho preparato il terreno interno al fine di consentire sul posto, che i semi caduti su quello stesso terreno potessero trovare sostanza fertile per  germogliare.

L’India che ho visitato e in cui mi sono immersa per soli 15 giorni (anche se sono sembrati di più e dopo sono stati troppo pochi), non è forse quella che tutti abbiamo in mente appena pensiamo a questo paese che di fatto, da solo, è tanto vasto da poter essere considerato un continente. Io sono stata nell’India ai piedi delle grandi montagne, dove l’aria è più sottile e fresca anche se le relative pianure non sono esenti da una pesante cappa di inquinamento. L’india in cui si respira la vicinanza con terre come il Tibet, il Nepal, il Bhutan e la loro potente atmosfera di sacra e orgogliosa affermazione di un modo di guardare alla vita e al mondo.

Non dei luoghi fisici voglio parlarvi qui, questo non è un blog di viaggi ma…dell’esperienza appunto che ho potuto fare e che ho fatto, anche grazie a quanto mi sono aperta per farla “entrare” dentro di me.

I viaggi nel Viaggio sono dunque questo e, dopo il primo preparatorio di cui sopra, un altro è stato il contatto con le forti contraddizioni che sono l’ossatura di questo paese e l’armonia in cui tutto ciò coesiste, dando origine a qualcosa che se appare stridente, lo è ai nostri occhi di occidentali che, spesso, abbiamo sguardi granitici verso quanto è diverso da noi.

So bene che le contraddizioni di cui parlo sono anche molto ampie e nette: si tratta di un popolo che, sappiamo per vicissitudini storiche, può essere estremamente impulsivo fino ad eccessi violenti e sanguinari, e altrettanto visceralmente spirituale tanto da considerare come saluto ordinario la parola “Namasté” che significa “saluto il Divino che è in te”.

Questo il punto, o meglio, uno dei punti: considerare che in ogni essere umano (non solo…) ci possa essere una scintilla divina è un concetto che va al di là della religione e di ogni altro aspetto culturale, è un concetto che, se non ci fermiamo alla semplice parola, ci apre ogni possibilità, perché se in ognuno di noi c’è del Divino, cosa mai può esserci che non possiamo fare e realizzare? Con l’ovvia attenzione a non “scivolare” nel delirio di onnipotenza del caso…

Poi un altro viaggio nel viaggio è stato quello che ha fatto emergere le affinità del modello che seguo e che ho studiato – la Psicosintesi – con quanto ho incontrato in questo paese. Assagioli considerava l’essere umano dotato anche di un livello spirituale inteso come la parte contenente qualità superiori e aspirazioni elevate,  completando quindi il suo Pensiero con la Psicosintesi Trasnspersonale…Veniamo attratti da ciò che ci è affine e sviluppiamo un magnetismo che richiama l’affinità. L’esperienza India mi ha dato quindi anche alcune importanti risposte sulle scelte che ho fatto finora, tanto da farmi dire che questa ne era una tappa obbligata.

Altro viaggio di questa esperienza sono stati i tanti bambini incontrati. Ho avuto modo di visitare diverse scuole, che, anche se per loro era il periodo delle lunghe vacanze invernali, erano comunque popolate di bambini e ragazzi di diverse età. Non la povertà (in relazione al nostro modo di vivere) o il niente che hanno che ti fa venire voglia di dare quanto più puoi mi ha colpito, ma…il loro stare con quel niente e saper godere di piccole cose di cui noi abbiamo dimenticato il valore. Quindi un viaggio al recupero di alcuni valori semplici per riportarli al centro del mio vivere quotidiano e non solo.

Il Sikkim, la parte tra le più intense di tutta l’esperienza. La terra Sacra per eccellenza e i suoi monasteri che solo all’apparenza possono sembrare uguali, ma, se avvicinati in apertura di mente  e cuore (ecco questa l’apertura davvero adatta qui…) si può riconoscere in ognuno di questi una nota differente. Le distese di bandiere sacre che costeggiano molte delle strade percorse, fanno da cornice alle montagne che qui sono più vicine e si passeggia a 2000mt di altezza con a fianco bambù e felci giganti.

Singolari anche gli incontri fatti (uno dei viaggi più intensi) per non dire “le Vite” avvicinate in questi giorni, Vite dedicate allo sviluppo del loro paese attraverso i loro Talenti e Passioni. Così, andiamo a pranzo all’arrivo in Sikkim ospiti di uno dei più quotati ibridatori di orchidee al mondo http://bit.ly/KeshabPradhan che, al contempo, ha dedicato molta parte della sua passione a migliorare le locali specie vegetali. Fino all’incontro con un imprenditore illuminato che nella patria del the ovvero Darjeeling, ha dato vita ad una piantagione bio-dinamica della famosa bevanda http://www.makaibari.com/ , con l’attenzione alla piena integrazione dell’uomo con la natura, assicurando ai sette villaggi che gravitano intorno alla piantagione, ogni necessità: dalla scuola per i bambini alle cure mediche e quant’altro necessario a vivere decorosamente.

Infine, ultimo viaggio è stato proprio Darjeeling. Una città brulicante di vita, sacro e profano si mescolano e monasteri e scuole di eccellenza convivono, in una particolare atmosfera di sacralità che pare dosarsi in relazione all’attività che si compie e si avvicina. Darjeeling è un Cuore pulsante che apre le porte di questa parte di India, e prepara a quelle vette http://bit.ly/montagnasacra che sono per esperti o comunque per gente allenata  in tutti i propri livelli.

Il ritorno non è stato facile, ma la ricchezza portata con me è enorme. La pienezza e il forte benessere psico-fisico provato mi hanno lasciato un senso di “mal d’India”,  tale per cui so che tornerò a trovare i nuovi amici incontrati e le montagne che svettano a richiamare le nostre vette interiori.

Qui e a voi mi sono ripromessa di portare un poco di quel benessere per farvene dono, insieme a uno sguardo nuovo e luminoso da portare in ogni contesto in cui mi troverò ad agire.

Namasté!

IL MANAGER INTERNO: GESTIRE E ALLINEARE I COLLABORATORI – 2

Eccomi qui amici con la seconda puntata riservata al nostro Manager interno, in altre parole la nostra personalità.

Lo so che sembra sia passato un anno e, in effetti, abbiamo attraversato il ponte che dal 2016 ci ha condotto dentro questo nuovo 2017 (e personalmente in modo particolare, ma questo sarà oggetto di un altro post). Ho lasciato scorrere il tempo dedicandomi ad altro fino ad oggi, ma ho anche voluto darvi il tempo di rispondere con calma e la necessaria profondità alle domande che vi ho fatto la scorsa volta qui: http://bit.ly/managerinterno1 .  Allora com’è andata? Avete iniziato l’indagine per entrare in contatto con i vostri livelli? Sono certa di si! E guardate che lo vedo se vi cresce il naso!

Oggi quindi ciò che inizieremo a fare è sentire questi tre livelli come parti di noi che, come sappiamo, possono agire per conto loro anche tutti insieme dando origine a un gran caos, oppure muoversi in armonia.

Come fare? Imparando a percepirli per poi gestirli come faremmo con dei COLLABORATORI nel nostro lavoro, perché è esattamente quello che sono.

Nel considerarli quindi COLLABORATORI, anzi direi la NOSTRA PRIMA LINEA di cui non potremmo assolutamente fare a meno, dobbiamo per prima cosa conoscerli a fondo esplorando il loro mondo e cercando di capire come sono fatti, quali le loro aspirazioni, come si comportano abitualmente e come in occasione di eventi particolari…insomma si tratta di avviare un DIALOGO INTERNO con ognuno di loro.

Solo conoscendoli a fondo potremo poi gestirli al meglio e in modo che seguano tutti la stessa direzione, perché l’obiettivo più importante è proprio questo L’ALLINEAMENTO come dicevamo già qui: http://bit.ly/allineamentoblog .

Allora cominciamo! Di seguito le prime domande per entrare in relazione con questi preziosi elementi del nostro complesso sistema di cui VOGLIAMO essere saldamente, ma democraticamente, al comando:

1)   Che cosa sta chiedendo la mia mente? Quali sono i suoi obiettivi? Come si relaziona con i colleghi corpo ed emozioni?

2)   Dove mi porta il Cuore?  Per dirla con una nota frase la cui traduzione per noi sarebbe: quale/quali sono i miei desideri più profondi?

3)   Come sta il mio corpo quando entra in azione? Il livello di benessere fisico è buono? Oppure avverto problemi in qualche punto che s’intensificano proprio quando emozioni e mente sono vivacemente all’opera?

E con queste domandine direi che abbiamo un bel po’ da fare per i prossimi tempi non credete?

In seguito potremo andare a indagare quale relazione noi Manager abbiamo instaurato con ognuno di questi collaboratori, per poter magari correggere il tiro strada facendo. Questo però lo faremo in un’altra puntata: il lavoro sul MANAGER INTERNO-PERSONALITÀ, è lungo e complesso e, sempre su livelli diversi, lavoriamo su questo tutta la Vita, farlo coscientemente ci permette di goderci di più il VIAGGIO ed esserne PROTAGONISTI!

Buon dialogo a tutti e…se a un certo punto vi “smarrite” o non comprendete come rispondere alle domande, scrivetemi qui: info@chiaradamilano.com sarò felice di potervi aiutare nel proseguire questo nostro percorso.


IL MANAGER INTERNO: Conoscilo, comprendilo, usalo – 1

Sappiamo forse già (se mi seguite da un po’ certamente lo sapete) quanto siamo complessi e quante siano le possibilità di cui siamo pieni. Complessi in ogni nostro livello o parte: dal corpo fisico – di suo una macchina meravigliosamente complicata e articolata – a quella massa informe e (spesso) disordinata e poco chiara che sono le nostre emozioni, fino a giungere alla nostra mente occupata spesso fino all’orlo (del nostro conosciuto) da pensieri di ogni tipo.

A ben pensarci sembrerebbe a volte quasi un miracolo che tutto riesca a stare insieme e, magari, anche risultare armonico nella sua espressione!

Beh, non di miracolo si tratta, ma di sapiente e costante opera di coordinamento che giorno dopo giorno, anno dopo anno, anche a nostra insaputa, viene portata avanti dal nostro MANAGER INTERNO ovvero la nostra PERSONALITA’!

Un termine che conosciamo di sicuro ma che necessita di essere riempito di significato e di valore perché diventi concreto e si impregni di materia palpabile e quindi…gestibile.

Per molti forse sarà più facile parlare di carattere, di fatto non è qualcosa di granitico ma un’entità attraverso cui esprimiamo un coordinamento più o meno ordinato dei livelli di cui sopra. Più lo facciamo con consapevolezza e più questo coordinamento risulterà armonico e il nostro Manager starà facendo bene il suo lavoro.

Ok direte voi, fin qui tutto chiaro, ma come si fa?

Amici talentuosi, viaggiatori curiosi, non si fa ma si costruisce con lavoro costante e consapevole dal momento che si è scelto di conoscere il Manager, comprenderlo nella sua azione e infine utilizzare al meglio le sue capacità.

Possiamo allora definire un piccolo primo percorso a step per avvicinarci al Manager, un percorso che si snoda attraverso alcune domande di cui eccovi le prime:

1)   Quanto e come conosco il mio corpo fisico? Sono in grado, osservando, di percepirne i segnali e le sensazioni che mi rimanda?

2)   Quanto conosco le mie emozioni e come si manifestano? Cosa emerge se ci rifletto su e osservo?

3)   Come si presentano i miei pensieri? Riesco a osservarne il flusso?

Ad ognuna di queste domande rispondete con calma e scrivendovi le risposte per averne traccia, magari a più riprese, seguendo il modo che più vi piace, unendo al tutto un pizzico di VOLONTA’ che sostiene e aiuta quando il tutto ci pare troppo difficile.

Iniziare a rispondere a queste domande significa avvisare il MANAGER-PERSONALITA’ che è giunto il momento di avviare una collaborazione nuova con tutti gli elementi che gli rispondono: i suoi COLLABORATORI! Per farlo il primo passo è conoscerli uno per uno e avviare una relazione.

Siete pronti allora a entrare nel VOSTRO MONDO INTERNO e iniziare ad ATTIVARE IL MANAGER?

Per ogni dubbio, perplessità, approfondimento non esitate a contattarmi: sarò felice di aiutarvi in questa prima puntata e traghettarvi alle prossime con entusiasmo.

Abbiamo tutti gli strumenti necessari, si tratta solo di accordarli per trovare ognuno la propria Melodia!

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