QUALE PSICO-APP TI SERVE PER PROGREDIRE? SCARICALA!

Inutile negarlo, per quanto io non sia una fan sfegatata del mondo Apple pur possedendo l’Iphone d’ordinanza, non posso fare a meno di apprezzare la capacità di questi influencer per dirla nel loro linguaggio, di creare abitudini, modelli e  condizionamenti di una potenza davvero inaudita.

Dal sole della California, terra ricca di possibilità e di aperture quanto mai cariche di energia, più precisamente dalla ridente località di Cupertino, un gruppo di menti creative ogni giorno lavora per continuare ad alimentare i nostri bisogni sempre più raffinati in tema di tecnologie di comunicazione.

E quindi? Beh quindi invece di parlarne, subirli, adattarmici quasi passivamente e basta, ho deciso di usarli a mio e nostro vantaggio, perché tale e tanto POTERE va sfruttato e bisogna farlo con piena consapevolezza .

Dopo questa premessa voglio allora condurvi a fare un gioco di IMMAGINAZIONE CREATIVA e, udite udite, darvi un ulteriore utilizzo del nostro amato/odiato mondo tecnologico, un uso diciamo così…EVOLUTIVO!

Siete pronti? Rilassatevi, mettetevi comodi e partiamo!

Immaginiamo la nostra MENTE sempre così indaffarata, come una grande riserva illimitata, un contenitore, anzi meglio un magazzino, ecco, uno STORE appunto! Cosa ci troviamo dentro? Si ok un sacco di cose e pensieri e progetti, ma anche un sacco di potenzialità, di possibilità di sviluppo e da sviluppare che si chiamano appunto APP, che poi è l’abbreviazione lo sapete di APPLICAZIONI, bene ci siete?

Ora che siamo entrati nello Store dobbiamo cercare di orientarci tra tutto questo contenuto, e iniziare intanto a capire cosa ci manca e cosa ci serve per progredire nella nostra strada di sviluppo. Proviamo a farci questa domanda:

SE POTESSI SCARICARE UN’APP CHE MI AIUTI A FARE IL PROSSIMO PASSO, COME SAREBBE? Quali contenuti avrebbe, cosa mi aiuterebbe a fare?

Attenzione però, io non sto parlando di acquisire abilità cosiddette comuni ma quelle abilità o meglio QUALITÀ che mi aiutano a fare tutto il resto, potremmo dire delle META-ABILITÀ.

UN ESEMPIO

Allora se io sto lavorando ad un progetto nuovo, un progetto importante per la mia vita professionale e sento che va tutto bene ma…avrei bisogno di crederci di più per convincere i colleghi quando ci sarà la presentazione che, uh mamma mia, è solo tra 3 settimane e il tempo vola…beh allora l’APP che mi servirà scaricare dal mio store sarà proprio FIDUCIA!

Questo esempio vale per tutte le App che pensate vi servano in relazione al momento in cui siete.

La bella notizia è che questo Store è fornitissimo!!! Posso trovare proprio tutto, anche quello che credo di non avere, perché semplicemente è tra i prototipi e devo usarla per renderla attiva e replicabile.

IL METODO

Si avete ragione, come si fa ancora non ve l’ho detto e allora ecco qui, pochi semplici passi per procedere al download della vostra App:

  1.     Selezionare l’App da scaricare, avendo cura che sia proprio quella più adatta e utile in questo momento. Importante è identificarla bene senza timore: se ho paura di non farcela quello che mi serve è fiducia; se so che è tutto a posto, che ho tutto per lanciare quel progetto, per iscrivermi a quel corso di…ballo, tai chi ecc., allora si tratta dell’APP del Coraggio e così via…
  2.     Avviare il Download senza fretta ma rispettando la gradualità del processo: non sarò la persona più coraggiosa del mondo domani (se sto scaricando il coraggio) ma potrò iniziare a vedermi come dotato/a di questa qualità e prenderci confidenza, magari osservando con più attenzione le persone che vicino a me pare abbiano già abilitato l’App.
  3.     Completare il download con successo. Ovvero portare il processo fino in fondo e scaricare anche le più remote briciole di coraggio/fiducia/creatività/entusiasmo presenti per essere sicuri di avere tutto quel che ci serve!
  4.    Procedere all’installazione dell’App avviando la modalità COME SE: quando si installa una nuova qualità per acquisirne tutte le funzionalità dobbiamo rappresentarci un po’, giocare a far finta di essere già come Braveheart prima di sentire che il Coraggio lo abbiamo proprio fatto nostro ad esempio. Il Come se è un gioco serio: devo comportarmi e pensare e sentire proprio come se fossi in pieno possesso della App che ho scelto: mi raccomando!
  5.   Aprire l’App e procedere all’utilizzo completo: siamo pronti e ce ne accorgiamo perché di fatto ci sentiamo diversi, un po’ nuovi, con qualcosa in più e quel progetto, quella prova, ora sembrano più semplici.

L’ultima raccomandazione riguarda gli AGGIORNAMENTI: una App lo sappiamo va aggiornata e anche le nostre hanno ahimè questa necessità, quindi teniamo in forma quanto scaricato e installato, verifichiamo lo stato di funzionamento con regolarità e revisioniamola, perché nuove forme più evolute e raffinate sono sempre possibili e mantengono tutto il Sistema bello efficiente.

Se poi avete bisogno dell’ASSISTENZA per qualsiasi delle fasi o per fare un download accompagnato, contattatemi qui info@chiaradamilano.com e sarò felice di aiutarvi!

 

CAVALCARE L’ONDA: EMOZIONI DA SURF!

Diciamola subito tutta: io con il Surf non ci ho nulla a che spartire così come con tutti gli sport acquatici, sto a malapena a galla e adoro stare a mollo quando il mare è una tavola, ma di più proprio no, io sono di discendenze montane è quello il mio habitat!

Allora? Perché mai dovrei appellarmi ad una simile metafora? Beh per prima cosa perchè ci sta proprio bene come immagine non vi pare? Le emozioni si sa sono “liquide”, associate all’elemento acqua e di “mare di emozioni” si sente parlare spesso, quindi l’idea di cavalcarle surfando mi intriga parecchio e vorrei intrigare anche voi.

Entrando più dentro la metafora e sentendo (questo il verbo delle emozioni: sentire) cosa fa risuonare direi che possiamo azzardare che questo fare surf sta per gestire, cavalcare invece di essere sommersi o calpestati e appunto…gestiti.

Non si diventa però surfisti dall’oggi al domani! Prima di andar per onde forse si inizia a prendere confidenza con l’elemento acqua, si inizia dal corso di acquaticità per capire dove ci muoviamo, come dobbiamo muoverci e cosa è meglio fare e cosa non fare per arrivare all’obiettivo: gestire!

Così le nostre emozioni dobbiamo prima conoscerle e conoscerle bene per poterci entrare in contatto senza rischiare ogni volta l’annegamento. Sicuramente la paura di essere travolti c’è ma…mica inizio a nuotare dove non tocco no??

Un po’ per volta, con gradualità ma con consapevolezza che ogni bracciata sicura mi porta a poter andare con maggiore sicurezza verso il mare aperto.

E se lascio la metafora come mi comporto davvero con questo…oceano che è il mio mondo emotivo?

5 PASSI PER EMOZIONARSI!

Sono solo 5 ma nessuno può essere saltato e sono tutti importanti:

1)    Conosci le emozioni che riconosci in te (cosa senti e come ti senti)

2)    Gestisci ciò che hai conosciuto (prendi confidenza)

3)    Accendi la tua motivazione: metti le emozioni al servizio delle tue azioni:

4)    Riconosci le emozioni degli altri (empatizza)

5)    Vivi il tuo mondo emotivo e apriti alle relazioni

Non è facile, non lo sarà ma poi…la ricompensa per aver approcciato quell’oceano dentro di te e aver imparato a gestirlo un po’, beh la ricompensa sarà quanto di più ambito per te: il potere di essere padrone a casa tua, una sensazione unica, irripetibile e terribilmente  concreta!

Il surf delle emozioni è così, un’esperienza di sintonia assoluta con questo oceano interno:  volarci sopra, toccarlo, entrarci ma… senza farsi sommergere: in altre parole, anzi con una sola parola, si chiama VITA!

Se poi capita – perché può capitare – che l’onda sia troppo grande e per un momento abbia il sopravvento, niente paura! Sarà un attimo di immersione ma io ne uscirò perché surfando avrò imparato a tenere il fiato, controllare il respiro e la mia riserva di ossigeno, ritrovando al più presto a grandi bracciate la superficie calma e liscia da cavalcare.

Un articolo in materia di Surf (quello letterale) che ho letto preparando questo post, tra le altre cose descrive così il rapporto che si crea tra il surfista e le onde:

Ogni volta che entri nell’ oceano con la tua tavola inizia un vero e proprio corteggiamento tra te e le onde: se non riesci a “toccarle” nei punti giusti saranno spietate, sfogando tutta la loro forza su di te e rendendoti inerme al loro volere, ma quando un surfista riesce a farsi accettare e a convincere l’onda a “ballare” con lui tutto diventa magnifico, tutta la sua energia viene trasmessa a te e alla tua tavola, e la sintonia tra uomo e natura è totale. “

Con il nostro mare emotivo può avvenire la stessa cosa e, soprattutto, possiamo stabilire lo stesso rapporto. La sola cosa davvero importante è NON AVERE PAURA!

Siete pronti allora con il vostro Surf? Andiamo, le Onde ci aspettano!

ORIENTA LE TUE QUALITÁ !

ESPLORA IL TUO TALENTO – ORIENTA LE TUE QUALITA’

Percorso di Talent Counseling individuale rivolto a giovani tra i 23 e i 27 anni

UN PERCORSO LIGHT E PERSONALIZZATO PER INDIVIDUARE LA CLASSICA “LUCE IN FONDO AL TUNNEL” E TROVARE UNA DIREZIONE, LA TUA! SCOPRIRE E IMPADRONIRTI DELLE TUE QUALITÁ PER ESPRIMERE DA SUBITO IL MEGLIO DI TE.

 PERCHÉ TI SERVE

Non esiste una strada pre-determinata, esiste la Tua strada! Il Mondo universitario e quello del lavoro e ancora di più la società, ti portano spesso a orientare le tue scelte durante e dopo il percorso di studi, con il fine dell’utilità piuttosto che con quello della Passione. Vero che con la passione “non si mangia”, ma vero anche che rinunciare da subito rende il sapore del futuro più amaro…

Diventare consapevole delle tue potenzialità e qualità rafforza le tue scelte più autentiche, quelle che rispondono davvero a ciò che senti di voler essere, dandoti il Coraggio di affermare chi sei oggi e chi vuoi diventare.

FORZA, FIDUCIA, CORAGGIO, VOLONTÁ, solo alcune delle parole chiave che potranno farti da guida con me in questo breve percorso per dare ossigeno alle tue aspirazioni!

TI È UTILE SE:

  • Sei arrivato/a alla fine (o quasi) del tuo percorso di studi e ti stai chiedendo come e cosa fare per mettere a frutto tutto questo lavoro. Quali gli strumenti per dare il meglio di te mantenendo viva la Passione che ti ha accompagnato o…per darle finalmente voce.
  • Hai quasi la laurea in tasca e ti accorgi che quello che vuoi fare è  altro  rispetto a quello che hai studiato, ma stai ancora navigando nella confusione di questa rivelazione e vorresti fare chiarezza prima di prendere una decisione concreta.
  • Hai partecipato a vari incontri di orientamento post laurea (o anche pre) ma la tua confusione anziché diminuire è aumentata,  sentendoti inoltre sempre più incompreso da parte del famigerato “mondo degli adulti”.

DURANTE GLI INCONTRI IMPARERAI  A:

  • Riconoscere le tue Qualità peculiari per utilizzarle coscientemente in  ogni tua attività
  • Comprendere chi sei oggi e cosa vuoi per il tuo immediato futuro
  • Fidarti di te stesso e di quello che sei e che sai fare: dopo anche gli altri di fideranno di te
  • Effettuare le scelte giuste per te ora senza cedere all’impulso ma ascoltando la tua voce più autentica
  • Formulare un piano d’azione che ti aiuti a concretizzare quanto hai scoperto nella vita di ogni giorno personale e professionale

COME LAVORIAMO?

Inizieremo con un TEST PROPEDEUTICO BASATO SULLE 7 TIPOLOGIE DELLA PSICOSINTESI DI ASSAGIOLI: ognuno di noi esprime un mix di note unico e, come personalità, una di queste note o colori è più evidente delle altre. Avere questa MAPPA PERSONALE ti permette di arrivare con ancora più precisione all’obiettivo di diventare CHI SEI.

In seguito il programma prevede:

4 sessioni (non consecutive!) ogni 3 settimane su skype (per darti il tempo di assimilare e elaborare quanto fatto ad ogni incontro), ognuna con esercizi e compiti da fare per l’incontro successivo e assistenza fuori sessione via mail per la durata dell’intero percorso, per trovare la tua direzione e iniziare a percorrere la tua via serenamente.

IMPORTANTE!

A seguito del 1° incontro farai un inventario guidato sulla percezione che tu hai  delle tue abilità in modo da lavorare successivamente con me a rinforzare l’abilità più importante: LA FIDUCIA.

Alla fine e per proseguire da solo/a anche dopo:

Ti lascio alcune registrazioni audio con esercizi di visualizzazione che avremo fatto prima insieme e che rafforzeranno, rendendola sicura, giorno dopo giorno la tua strada verso i tuoi obiettivi.

Tutto questo al prezzo speciale, per te che sei ancora impegnato nello studio, di 300 euro (pagabili in 2 rate da 150 euro di cui la prima a inizio percorso oppure se paghi tutto subito il costo è di 270 Euro con sconto del 10%).

Importante! Questo è un percorso personalizzato fatto su misura per te in cui ci sentiamo su skype 1 volta ogni 3 settimane per oltre  2 mesi, e avrai anche il mio supporto via mail o al tel (per le emergenze) mentre lavori.

 

Il Vantaggio di Skype: lo facciamo quando ci fa comodo, senza vincoli particolari, comodamente da casa in pantofole!

Se sei interessato/a e vuoi prenotare il tuo posto, se hai bisogno di altre informazioni e per capire se possiamo lavorare insieme, scrivimi a info@chiaradamilano.com o chiamami al  338 6253030

 

 

Colui che è coraggioso è libero.

(Seneca)

ALLA RICERCA DELLA MOTIVAZIONE PERDUTA

Quando un tema si presenta così spesso come sta succedendo nella mia attività di counselor e coach negli ultimi anni, credo sia necessario provare a rifletterci un poco più a fondo nonostante il proliferare della letteratura (e non solo) sul genere.

Il padre della Motivazione, A. MASLOW http://bit.ly/Maslowteoriamotivazionale ha posto pilastri importanti sull’argomento che credo la moltitudine ormai conosca, ma conoscere non vuol dire sempre avere COMPRESO, nel senso di AVER PRESO CON SÉ.

Parafrasare il titolo del noto film di Indiana Jones mi parso poi il modo più immediato per entrare in argomento, perché di fatto questo parrebbe il problema: questa MOTIVAZIONE è come un tesoro sepolto chissà dove e di cui tutti sono in caccia.

Così ogni volta che accompagno il percorso di crescita di un manager, prima o poi (spesso più prima) arriva la fatidica affermazione: “non mi sento motivato”, “dovrei ricevere più stimoli”, “mi mancano gli stimoli”, “non trovo le motivazioni”, ecc.

Ecco, qui incomincia il mio lavoro! Proprio come per cercare un tesoro nascosto, trovato questo punto sulla mappa interna, mi fermo e inizio a sondare il terreno per vedere se e quanto scavare. Già, perché il nocciolo della faccenda è proprio questo:

LA MOTIVAZIONE NON É FUORI DI NOI!

E dove starebbe quindi? Beh, il passo successivo nella ricerca è passare dalla Motivazione questa sconosciuta, all’AUTOMOTIVAZIONE: il tesoro nascosto dentro di noi!

Ma che cos’è che rende così difficile accedere a questo tesoro? Quali sono gli ostacoli sul percorso? La risposta è apparentemente semplice:

L’OSTACOLO ALLA NOSTRA MOTIVAZIONE SIAMO NOI!

Proprio così, perché di norma facciamo tutto da soli: ce la cantiamo e ce la suoniamo senza porci nemmeno il dubbio che il problema possa essere così vicino.

Ma perché siamo noi se poi non riceviamo stimoli e gratificazioni da fuori? mi direte voi. Beh perché forse non riusciamo a farci la sola vera domanda importante:

IO COSA STO FACENDO PER ALIMENTARE LA  MIA MOTIVAZIONE?

Spesso non sappiamo rispondere, anzi una domanda del genere ci mette in crisi.

Bene, allora partiamo proprio da questa CRISI (lo sapete già vero che etimologicamente vuol dire crescita?) e esploriamo il vasto campo della nostra automotivazione per ritrovarla, o meglio, per ritrovarne le fonti.

Andare al MOTIVO delle nostre AZIONI, letteralmente, ma non solo, questa la prima ricerca: ciò che ci spinge, che mette in moto il nostro MOTORE ogni giorno nella nostra attività e, soprattutto, nella nostra vita.

E allora potremo scoprire che ciò che ci motiva è LA SFIDA, oppure LA COMPETIZIONE, o ancora LA RELAZIONE, e così via! Di Motori ce ne sono tanti e ognuno ha il suo nascosto – come quel tesoro – dentro di sé, si tratta di trovarlo e portarlo alla luce.

La domanda giusta allora è:

CHE COSA MI MUOVE DAVVERO?

Dopo di ché, trovata questa SPINTA PRIMORDIALE, possiamo addentrarci su un terreno un poco più complesso e scoprire il parente stretto della nostra capacità di automotivarci: nostra signora AUTOSTIMA!

Proprio così, perché più sappiamo riconoscere il nostro VALORE e più siamo capaci di far partire quel Motore, di accendere (e mantenere accesa) la scintilla che attiva il FUOCO DELLE NOSTRE AZIONI.

Così il panorama diventa completo e il cerchio si chiude, perché…

L’AUTOMOTIVAZIONE CI VUOLE AUTONOMI!

Quando sappiamo di valere e siamo in grado di riconoscerci qualità e difetti nelle stesse proporzioni, senza sentirci sminuiti ad ogni critica o esaltati ad ogni complimento, quando sappiamo restare SALDI nonostante gli eventi e, come querce al vento, lasciare ondeggiare la chioma sentendo stabili le radici… allora e solo allora, avremo raggiunto quella che si chiama l’AUTONOMIA dell’AUTOSTIMA.

Da questo traguardo in poi, saremo capaci di andare a cercare la motivazione tanto agognata dentro di noi, senza aspettare nulla da fuori, sapendo misurarne il livello e l’intensità energetica.

Avremo il nostro TERMOMETRO INTERNO funzionante che saprà dirci se e come riflettere sulle nostre motivazioni e se e come rivederle (si perché un check-up ogn i tanto è bene farlo), di cosa hanno bisogno e di cosa invece no.

Bene amici, le domande le avete, le risposte se volete possiamo anche esaminarle insieme: sono qui pronta ad ascoltare!

Esperienza INDIA: i Viaggi nel VIAGGIO

Ho fatto un viaggio alla fine dello scorso anno, anzi, ho fatto quello che io ho chiamato IL Viaggio per la valenza che ha avuto già come obiettivo nel 2016: ostacoli vari e anche importanti si sono frapposti fra me e questa meta, ma poi alla fine ce l’ho fatta e in INDIA ci sono andata per davvero e come previsto.

Questa premessa è importante perché, proprio grazie agli ostacoli, il viaggio è iniziato prima dentro di me e poi si è concretizzato fisicamente. Iniziato dentro per come ho alimentato il desiderio con il Fuoco della Determinazione, per come ho preparato il terreno interno al fine di consentire sul posto, che i semi caduti su quello stesso terreno potessero trovare sostanza fertile per  germogliare.

L’India che ho visitato e in cui mi sono immersa per soli 15 giorni (anche se sono sembrati di più e dopo sono stati troppo pochi), non è forse quella che tutti abbiamo in mente appena pensiamo a questo paese che di fatto, da solo, è tanto vasto da poter essere considerato un continente. Io sono stata nell’India ai piedi delle grandi montagne, dove l’aria è più sottile e fresca anche se le relative pianure non sono esenti da una pesante cappa di inquinamento. L’india in cui si respira la vicinanza con terre come il Tibet, il Nepal, il Bhutan e la loro potente atmosfera di sacra e orgogliosa affermazione di un modo di guardare alla vita e al mondo.

Non dei luoghi fisici voglio parlarvi qui, questo non è un blog di viaggi ma…dell’esperienza appunto che ho potuto fare e che ho fatto, anche grazie a quanto mi sono aperta per farla “entrare” dentro di me.

I viaggi nel Viaggio sono dunque questo e, dopo il primo preparatorio di cui sopra, un altro è stato il contatto con le forti contraddizioni che sono l’ossatura di questo paese e l’armonia in cui tutto ciò coesiste, dando origine a qualcosa che se appare stridente, lo è ai nostri occhi di occidentali che, spesso, abbiamo sguardi granitici verso quanto è diverso da noi.

So bene che le contraddizioni di cui parlo sono anche molto ampie e nette: si tratta di un popolo che, sappiamo per vicissitudini storiche, può essere estremamente impulsivo fino ad eccessi violenti e sanguinari, e altrettanto visceralmente spirituale tanto da considerare come saluto ordinario la parola “Namasté” che significa “saluto il Divino che è in te”.

Questo il punto, o meglio, uno dei punti: considerare che in ogni essere umano (non solo…) ci possa essere una scintilla divina è un concetto che va al di là della religione e di ogni altro aspetto culturale, è un concetto che, se non ci fermiamo alla semplice parola, ci apre ogni possibilità, perché se in ognuno di noi c’è del Divino, cosa mai può esserci che non possiamo fare e realizzare? Con l’ovvia attenzione a non “scivolare” nel delirio di onnipotenza del caso…

Poi un altro viaggio nel viaggio è stato quello che ha fatto emergere le affinità del modello che seguo e che ho studiato – la Psicosintesi – con quanto ho incontrato in questo paese. Assagioli considerava l’essere umano dotato anche di un livello spirituale inteso come la parte contenente qualità superiori e aspirazioni elevate,  completando quindi il suo Pensiero con la Psicosintesi Trasnspersonale…Veniamo attratti da ciò che ci è affine e sviluppiamo un magnetismo che richiama l’affinità. L’esperienza India mi ha dato quindi anche alcune importanti risposte sulle scelte che ho fatto finora, tanto da farmi dire che questa ne era una tappa obbligata.

Altro viaggio di questa esperienza sono stati i tanti bambini incontrati. Ho avuto modo di visitare diverse scuole, che, anche se per loro era il periodo delle lunghe vacanze invernali, erano comunque popolate di bambini e ragazzi di diverse età. Non la povertà (in relazione al nostro modo di vivere) o il niente che hanno che ti fa venire voglia di dare quanto più puoi mi ha colpito, ma…il loro stare con quel niente e saper godere di piccole cose di cui noi abbiamo dimenticato il valore. Quindi un viaggio al recupero di alcuni valori semplici per riportarli al centro del mio vivere quotidiano e non solo.

Il Sikkim, la parte tra le più intense di tutta l’esperienza. La terra Sacra per eccellenza e i suoi monasteri che solo all’apparenza possono sembrare uguali, ma, se avvicinati in apertura di mente  e cuore (ecco questa l’apertura davvero adatta qui…) si può riconoscere in ognuno di questi una nota differente. Le distese di bandiere sacre che costeggiano molte delle strade percorse, fanno da cornice alle montagne che qui sono più vicine e si passeggia a 2000mt di altezza con a fianco bambù e felci giganti.

Singolari anche gli incontri fatti (uno dei viaggi più intensi) per non dire “le Vite” avvicinate in questi giorni, Vite dedicate allo sviluppo del loro paese attraverso i loro Talenti e Passioni. Così, andiamo a pranzo all’arrivo in Sikkim ospiti di uno dei più quotati ibridatori di orchidee al mondo http://bit.ly/KeshabPradhan che, al contempo, ha dedicato molta parte della sua passione a migliorare le locali specie vegetali. Fino all’incontro con un imprenditore illuminato che nella patria del the ovvero Darjeeling, ha dato vita ad una piantagione bio-dinamica della famosa bevanda http://www.makaibari.com/ , con l’attenzione alla piena integrazione dell’uomo con la natura, assicurando ai sette villaggi che gravitano intorno alla piantagione, ogni necessità: dalla scuola per i bambini alle cure mediche e quant’altro necessario a vivere decorosamente.

Infine, ultimo viaggio è stato proprio Darjeeling. Una città brulicante di vita, sacro e profano si mescolano e monasteri e scuole di eccellenza convivono, in una particolare atmosfera di sacralità che pare dosarsi in relazione all’attività che si compie e si avvicina. Darjeeling è un Cuore pulsante che apre le porte di questa parte di India, e prepara a quelle vette http://bit.ly/montagnasacra che sono per esperti o comunque per gente allenata  in tutti i propri livelli.

Il ritorno non è stato facile, ma la ricchezza portata con me è enorme. La pienezza e il forte benessere psico-fisico provato mi hanno lasciato un senso di “mal d’India”,  tale per cui so che tornerò a trovare i nuovi amici incontrati e le montagne che svettano a richiamare le nostre vette interiori.

Qui e a voi mi sono ripromessa di portare un poco di quel benessere per farvene dono, insieme a uno sguardo nuovo e luminoso da portare in ogni contesto in cui mi troverò ad agire.

Namasté!

IL MANAGER INTERNO: Conoscilo, comprendilo, usalo – 1

Sappiamo forse già (se mi seguite da un po’ certamente lo sapete) quanto siamo complessi e quante siano le possibilità di cui siamo pieni. Complessi in ogni nostro livello o parte: dal corpo fisico – di suo una macchina meravigliosamente complicata e articolata – a quella massa informe e (spesso) disordinata e poco chiara che sono le nostre emozioni, fino a giungere alla nostra mente occupata spesso fino all’orlo (del nostro conosciuto) da pensieri di ogni tipo.

A ben pensarci sembrerebbe a volte quasi un miracolo che tutto riesca a stare insieme e, magari, anche risultare armonico nella sua espressione!

Beh, non di miracolo si tratta, ma di sapiente e costante opera di coordinamento che giorno dopo giorno, anno dopo anno, anche a nostra insaputa, viene portata avanti dal nostro MANAGER INTERNO ovvero la nostra PERSONALITA’!

Un termine che conosciamo di sicuro ma che necessita di essere riempito di significato e di valore perché diventi concreto e si impregni di materia palpabile e quindi…gestibile.

Per molti forse sarà più facile parlare di carattere, di fatto non è qualcosa di granitico ma un’entità attraverso cui esprimiamo un coordinamento più o meno ordinato dei livelli di cui sopra. Più lo facciamo con consapevolezza e più questo coordinamento risulterà armonico e il nostro Manager starà facendo bene il suo lavoro.

Ok direte voi, fin qui tutto chiaro, ma come si fa?

Amici talentuosi, viaggiatori curiosi, non si fa ma si costruisce con lavoro costante e consapevole dal momento che si è scelto di conoscere il Manager, comprenderlo nella sua azione e infine utilizzare al meglio le sue capacità.

Possiamo allora definire un piccolo primo percorso a step per avvicinarci al Manager, un percorso che si snoda attraverso alcune domande di cui eccovi le prime:

1)   Quanto e come conosco il mio corpo fisico? Sono in grado, osservando, di percepirne i segnali e le sensazioni che mi rimanda?

2)   Quanto conosco le mie emozioni e come si manifestano? Cosa emerge se ci rifletto su e osservo?

3)   Come si presentano i miei pensieri? Riesco a osservarne il flusso?

Ad ognuna di queste domande rispondete con calma e scrivendovi le risposte per averne traccia, magari a più riprese, seguendo il modo che più vi piace, unendo al tutto un pizzico di VOLONTA’ che sostiene e aiuta quando il tutto ci pare troppo difficile.

Iniziare a rispondere a queste domande significa avvisare il MANAGER-PERSONALITA’ che è giunto il momento di avviare una collaborazione nuova con tutti gli elementi che gli rispondono: i suoi COLLABORATORI! Per farlo il primo passo è conoscerli uno per uno e avviare una relazione.

Siete pronti allora a entrare nel VOSTRO MONDO INTERNO e iniziare ad ATTIVARE IL MANAGER?

Per ogni dubbio, perplessità, approfondimento non esitate a contattarmi: sarò felice di aiutarvi in questa prima puntata e traghettarvi alle prossime con entusiasmo.

Abbiamo tutti gli strumenti necessari, si tratta solo di accordarli per trovare ognuno la propria Melodia!

Collaborare con l’inevitabile: dal dire al vivere!

Forse alcuni di voi lo hanno notato o forse no, forse chi lo ha notato ha pensato che fossi super oberata dal lavoro di coach in giro per l’italia e poi le vacanze che come sempre un pò di pausa la mettono, forse invece non ve ne siete accorti o forse ancora avete pensato che chissà cosa stesse bollendo in pentola…beh un pò di tutto questo amici, ma il mio silenzio di questi ultimi mesi è stato dovuto soprattutto a un evento straordinario nella mia vita, che ha interrotto la sua, seppur irregolare, continuità, creando appunto un PUNTO DI DISCONTINUITÀ!

Sono stata ricoverata circa 20 giorni in ospedale a settembre per un problema di calcoli un pò complesso, non ancora del tutto risolto ma in via di risoluzione, poi sono uscita e ho cercato di recuperare un pò di lavoro (le gioie dell’essere freelance!) e ora eccomi qui: SONO TORNATA!

Il mio primo post quindi lo voglio dedicare al ritorno e all’esperienza che ho fatto, cercando di apprenderne quanto più possibile, cosciente che ancora sto imparando e che, come solo ieri mi ha detto una terapeuta di lunga esperienza, il vero raccolto si fa solo alla chiusura di qualsiasi ciclo/evento/percorso: tenetelo a mente anche voi perchè può tornare utile!

Cosa ho imparato? Molto, anzi moltissimo e sarà un insegnamento a lungo rilascio di cui farò in modo beneficerete tutti, ma per prima cosa, e soprattutto, che la malattia rende fragili, impotenti e, per quanto non grave ma debilitante, ci mette di fronte alla precarietà della vita e tutto, ma proprio tutto diventa davvero relativo!

Non è mia intenzione però annoiarvi troppo con le mie faccende di calcoli, vie biliari, cistifellea ecc, per quanto sia diventata un’esperta in materia, quindi andiamo oltre.

Insegnamento tra gli insegnamenti, anzi direi META-INSEGNAMENTO di vita è come sempre la PSICOSINTESI e la saggezza di ROBERTO ASSAGIOLI.

Per anni ho sentito dire da ogni cultore a vario livello della Psicosintesi, in situazioni simili in cui la vita diciamo ti mette alla PROVA,  la frase COLLABORARE CON L’INEVITABILE! Parole celebri di Assagioli stesso che lui diciamo “mise a punto” attraverso le sue esperienze più dure come la prigionia.

Mi sono chiesta più volte durante la mia “prigionia” in ospedale (si perchè chi l’ha provato lo sa che è un pò come una prigionia), come potevo davvero mettere in pratica questa frase, rendendo vive queste parole che sentivo così preziose come aiuto in quel momento. Sono passati giorni di buio senza risposte, poi è accaduto: ho iniziato a comprendere e, di conseguenza, è iniziata la mia esperienza.

Come si fa? Proverò a raccontare cosa ho capito in 7 step:

1) ACCETTARE ogni emozione e stare con ognuna il tempo necessario a farla propria: paura, dolore (anche fisico), smarrimento, disperazione…alcune delle mie emozioni di quei giorni: starci insieme mi ha insegnato che i mostri sono tali fino a che non li guardi da vicino e comprendi che ci si può parlare.

2) TRASFORMARE ognuna delle emozioni di prima vedendone un lato positivo. Questa è davvero dura! non riesce sempre ma ci si può provare e allora…ecco che si affacciano sentimenti come la SPERANZA, la COMPRENSIONE (nel senso di “prendere con sè”), il CORAGGIO e perfino un certo UMORISMO!

3) COLLABORARE con la situazione e il suo corredo di pensieri e emozioni, per iniziare a costruire la nuova identità che uscirà da quell’esperienza: che persona sarò dopo? quali cambiamenti avrò messo in atto più o meno volontariamente  nel mio modo di agire la vita in ogni contesto? Vi assicuro che di cose ne cambiano eccome e quello che accade potrebbe sorprendervi!

4) OSSERVARE con meticolosità tutto ciò che accade quindi dentro di noi e comprendere le differenze fra il prima e il dopo.

5) DISCERNERE quali aspetti di cambiamento sono utili, evolutivi e arricchenti per noi e per il Bene Comune, da quali invece sono inutili e magari pure dannosi: certe esperienze tirano fuori di tutto e già lo sappiamo che non c’è Luce senza Ombra!

6) PRENDERE DISTACCO dall’esperienza vissuta per poterla guardare con sufficiente obiettività e quindi poter passare al passo successivo.

7) AGIRE la nuova identità con coscienza nel mondo, utilizzando l’esperienza vissuta perchè sia utile agli altri che ci incontrano.

Il percorso è ampio anche se forse  non del tutto completo, ma come vi dicevo anche la mia esperienza ancora non è proprio conclusa. Però ora posso dire che COLLABORARE CON L’INEVITABILE significa VIVERE IN AFFIDAMENTO AUTENTICO CON RESPONSABILITA!

A presto con prossime riflessioni e Buona Vita collaborativa a tutti!

Talento e Sacrificio: il binomio del Potere Personale

Il titolo, mi rendo conto, è un pò particolare e forse spaventa anche un “filino”, ma se avrete il CORAGGIO (già perché nel Talento ce ne vuole eccome e già lo sapete) di leggere fino in fondo, potreste portarvi a casa una visione differente di questi termini che nell’immaginario collettivo sono rivestiti da una patina  spesso “negativa”.

Iniziamo dalla parola più temuta, disprezzata, esaltata (male), idealizzata e anche…fraintesa: IL SACRIFICIO!

Cosa intendete voi per sacrificio? vi invito a pensarci perché è probabile che in molti ne abbiate una visione almeno un pò distorta come ce l’avevo io fino a qualche anno fa. Intanto andiamo alle radici del termine: sacrificio etimologicamente significa RENDERE SACRO ed ha derivazione latina: Sacrum Facere. Suona già diversamente  non vi pare? Contiene già così una POSSIBILITÀ, la possibilità di assumersi la piena responsabilità dell’azione del sacrificio e dunque di sceglierla.

La SCELTA che torna e come sempre la fa da padrone, la scelta libera e cosciente di RENDERE SACRO IL MIO TALENTO seguendone la strada anche e soprattutto quando mi costa SFORZO E FATICA!

Per sacro, va precisato, non intendiamo qualcosa che subito debba riportarci a contesti religiosi, sacro è un termine neutro e laico e significa PREZIOSO al di là di ogni cosa. Dunque è preziosa l’azione che mi porta a scegliere una strada, un’obiettivo, un’espressione perchè comporta la rinuncia consapevole ad altro e rafforza il CONSEGUIMENTO.

A proposito, sapete cosa significa RINUNCIA? ANNUNCIARE IN RISPOSTA! Curioso vero? Potremmo provare a metterla così: rinuncio in risposta all’adesione alla mia strada, quella scelta, a qualcosa che potrebbe essere una deviazione, rendendo sacra la mia espressione! Forse non è chiarissimo (nemmeno facile direi anche per me) ma possiamo lasciarcela come riflessione, cosa ne dite?

Riprendiamo ora il tema del Sacrificio inteso come rendere sacro con un warning:

Perchè si tratti di qualcosa che posso rendere sacro, deve essere qualcosa che ritengo di primaria importanza, deve essere in cima alla mia scala delle priorità più profonde e autentiche e pure vitali!

UN ESEMPIO? Quando da studenti (di qualsiasi età) scegliamo di restare a casa per preparare un esame anzichè uscire con gli amici magari in un giorno di festa, di cosa si tratta secondo voi? Si giusto, è un sacrificio (e quando si è nell’età scolare vederlo in positivo lo so è duretta) ed è dare valore quindi all’obiettivo di superare l’esame ma, ancora più importante, di conseguire il titolo di studio per cui stiamo lavorando e, salendo ancora un poco di livello, di mettere un seme fondamentale per il nostro futuro: questo ATTEGGIAMENTO è quello che coltiva il risultato espresso nel titolo: IL POTERE PERSONALE!

Ma che idea avete voi del POTERE? Cosa vi evoca questa parola? Ma soprattutto vi piace? Scommetto che anche qui la relazione non è delle più fluide vero? Già, perchè la parola Potere rimanda subito ad un inconscio collettivo pieno di immagini poco piacevoli e a sentimenti faticosi e difficili da sostenere…

A guardare bene però e ad andare a fondo  possiamo averne una visione diversa come per il sacrificio. L’etimologia della parola è davvero molto semplice, significa avere EFFICACIA! Dunque fondamentale per sviluppare e dare espressione al nostro Talento.

Detto in altri termini significa affermare IO POSSO e passare così a IO VOGLIO e dunque PORTO IN AZIONE!

Questa la strada che sto perseguendo amici e, giunta ad una, seppur minima, comprensione di come sia lo SFORZO CHE ACCENDE IL NOSTRO FUOCO INTERNO dandoci Potere, desideravo condividerla con voi e darvi le indicazioni di quel pezzo già percorso perchè possiate arrivare la dove desiderate essere, seguendo magari una traccia.

Non abbiate paura quindi dei Sacrifici con la S maiuscola che richiede e richiederà la via che vi porta a esprimervi con pienezza nella vostra unicità, perché Sacrificio dopo Sacrificio, raggiungerete quella dimensione di  LIBERTÀ in cui tutto può accadere e tutto si può affrontare con serena FIDUCIA.

Buon cammino Talentuoso a tutti!

LA CAMPANA DEL TALENTO SUONA ANCHE PER TE!

Avevo in mente questo post già da un pò, ma poi l’ho lasciato li, diciamo a decantare…Ci sono stati giorni nel mese di marzo – Pasqua a parte – in cui il tema “campane & Co” è salito prepotentemente alla ribalta, ne ho sentito parlare diffusamente nei luoghi che ho frequentato e allora beh, non potevo ignorare il messaggio che mi stava arrivando: tra CAMPANE E TALENTO esiste un nesso forte e potente e  vorrei provare con voi, con te che sei in viaggio e in ricerca, a rifletterci un pò.

Normalmente ci ricordiamo di questo strumento soprattutto nei dintorni di Pasqua, in cui il tema campane viene presentato in vari modi e elementi (comprese le campane di cioccolato si!) tornando ogni anno di moda e poi? Poi basta, pare che per il resto dell’anno questi strumenti diventino fantasmi se non declinati in altre vesti come ad esempio le campane tibetane che ormai, in certi luoghi ma non solo, vivono stagioni evergreen.

Eppure le campane sono importanti sempre, lo sono da sempre e, da sempre, per quanto l’uomo possa ricordare,  svolgono funzioni varie e tutte molto importanti oltre a quella leggiadra dell’intrattenimento ma sempre a tema.

Campane, campanelli, campanacci…non solo emittenti di suoni ma veri e propri simboli: ricordate la fata campanellino di Peter Pan? un simbolo di leggerezza e di lievità per l’eterno ragazzo, capace di alleviare la tristezza con la sua “argentina” presenza sonante.

Le campane suonate a “martello” nei villaggi un tempo erano un richiamo d’allarme e avvisavano tutti di un pericolo imminente, Campane a festa nel sottolineare momenti lieti e sempre COMUNITARI: particolare da non sottovalutare questo perchè denota una funzione precisa e trasversale dell’uso delle Campane. Poi campane a sottolineare momenti di vita, di passaggio come le “campane a morto” che annunciano alla Comunità che uno dei suoi membri ha lasciato questo piano di esistenza.

Insomma campane per ricordare, per avvisare, per richiamare, per annunciare…suoni argentini e più gravi, portatori di un’arte che ormai nelle nostre città si è perduta: il campanaro ormai spesso è registrato. 

E per te cosa significa il suono delle campane? come lo senti? Non ci avevo ancora pensato ma ad un certo punto è arrivata nitida per me l’intuizione che offro come spunto di riflessione: il legame con il suono che richiama ad un’azione, come spesso è quello delle campane, con il RICHIAMO che possiamo sentire noi ad esprimere le nostre POTENZIALITÀ e TALENTI è evidente.

Anche per noi c’è, c’è stato o ci sarà (se restiamo in ascolto profondo)  un momento in cui la CAMPANA suona o ha suonato: siamo in grado di ricordarlo? O di riconoscerlo?

A volte però, rimaniamo sordi a quel suono, a volte non è forse ancora il momento oppure semplicemente non siamo in ascolto.

Quello che allora qui voglio proporre è un semplice esercizio nel viaggio alla ricerca del nostro Talento: la prossima volta che udiamo (dobbiamo stare attenti però) il suono delle campane proviamo a fermarci e a chiederci cosa ci sta dicendo e se, magari, evoca un richiamo più profondo. Quel richiamo potrà essere una partenza, una conferma, un passaggio sulla strada dell’espressione del nostro Talento, della nostra Unicità.

Non posso quindi non concludere con una citazione nota che ora per noi assume un significato particolare:

 “E allora, non chiedere mai per chi suoni la campana. Essa suona per te”

TALENTO IN AZIONE, L’AZIONE DEL TALENTO

Abbiamo discusso e sviscerato che qui parlare di TALENTO significa parlare della libera espressione dei nostri potenziali, significa imboccare la strada del DIVENTA CHI SEI che è ormai lo slogan che accompagna tutto il mio lavoro.

Ebbene, per intraprendere questa via, dopo aver compreso qual è la meta ovvero il nostro TALENTO,  altro modo non c’è che AGIRE e, detto così, potrebbe sembrare pure banale, ma qui non è tanto dell’azione in sé che voglio parlare, ma delle QUALITÀ che questa AZIONE deve avere per rispondere a una chiamata così importante.

L’AZIONE che porta all’espressione del TALENTO, per prima cosa deve VIBRARE DI POSSIBILITÀ! Ovvero contenere tutta la FORZA, il POTERE, l’ENTUSIASMO, la DIREZIONE della nostra UNICA ABILITÀ  che stiamo portando allo scoperto.

Se ha queste note lo sentiamo sicuramente a un livello profondo. Tuttavia se facciamo un piccolo check delle sue caratteristiche potremo avere quella certezza in più che ci fa scattare sulla linea di partenza.

Ecco allora a voi la CHECK-LIST delle QUALITÀ DELL’AZIONE…DI TALENTO:

1) MOVENTE PURO: i secondi fini non confessati nemmeno a se stessi ne vanificano il potere!

2) GRANDE, non per dimensioni fisiche ma per ricaduta benevola su quanto e quanti raggiungeremo con quell’azione

3)  MOBILE, perchè la staticità non le permette di volare!

4) IMPREVISTA, ovvero inattesa dunque che nasce da un pensiero nuovo, inatteso appunto.

5) ELUSIVA, per non andare incontro a prematura distruzione.

6) CONVINCENTE: il primo a crederci sono io sempre e solo così ci crederanno gli altri e l’azione avrà la forza di cui sopra.

7) LEGITTIMA, ovvero evolutiva e orientata all’evoluzione e al bene comune: questo la renderà inalterabile!

Queste indicazioni non sono mie ma appartengono all’insegnamento dell’AGNI YOGA, antico ma attuale come potete notare!

Di mio c’è l’intento di essere canale per te che cerchi la tua via unica, autentica, libera!

BUONA AZIONE DI TALENTO A TUTTI VOI!

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